Macro 2026, un anno di grandi mostre, collaborazioni e progetti al femminile
Il museo si apre alle contaminazioni da Cahn a Steyeri, da Sciarroni a Marialba Russo
"Dopo la prima stagione sotto la mia direzione dedicata a Roma, ora il Macro si apre al mondo, alla interconnettività, alla mescolanza e alla contaminazione di linguaggi. Il museo diventa un veicolo che porta l'arte all'internazionalità, all'innovazione e alla multimedialità, interrogandosi sul presente da prospettive diverse, mantenendo vivo l'impegno di raccontare e coinvolgere la scena creativa romana". È il commento di Cristiana Perrella, direttrice del Macro, Museo d'arte contemporanea di Roma, alla presentazione della stagione espositiva 2026, quest'anno particolarmente ricca e caratterizzata da voci femminili.
"Oltre alle mostre - spiega la direttrice - il museo vive di tempi rapidi, quotidiani, con tante occasioni per il pubblico di assistere a eventi speciali, performance live, proiezioni, dialoghi, rassegne sul legame tra Roma e il cinema, progetti letterari, workshop di danza e aperture straordinarie serali".
Il claim museale di quest'anno è 'C'è sempre un motivo per tornare al Macro': quest'anno i motivi sono tantissimi con presenze internazionali e locali, legati al territorio romano.
"I progetti espositivi del Macro raccontano le eccellenze della città, come il Premio Strega nei suoi 80 anni - elenca la direttrice - la rassegna 'She Devil' tutta al femminile; la mostra pittorica di Miriam Cahn sul tema della violenza e della guerra; la retrospettiva di Marialba Russo; il nuovo progetto di Alessandro Sciarroni che concluderà a dicembre la stagione espositiva".
Il 29 aprile inaugura la programmazione la mostra di Hito Steyerl, che ospita un'installazione tra arte e IA; e il progetto multimediale di Amelia Rosselli, poetessa del Novecento a trent'anni dalla scomparsa, a cura di Andrea Cortellessa. A fine maggio il Macro ospita anche la mostra collettiva delle tre vincitrici del premio Paul Thorel.
"Il Macro è un luogo dove i grandi nomi appaiono per la prima volta - commenta Perrella - e questo è un vanto per noi; il Macro è il luogo della novità, della sperimentazione, aperto a tutti, a chi ha curiosità. È un luogo di cose mai viste, di personaggi ancora da scoprire".
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