Dinaw Mengestu, 'difficile tornare a credere nell'America'
Lo scrittore etiope cresciuto in Usa in Italia con 'L'atlante dei posti sbagliati'
(di Mauretta Capuano) DINAW MENGESTU, L'ATLANTE DEI POSTI SBAGLIATI (NN EDITORE, PP 284, EURO 19) L'incertezza, l'ansia di vivere in un Paese che ti si può rivoltare contro da un momento all'altro. La consapevolezza di sentirsi fuori luogo ovunque. Dinaw Mengestu, nato in Etiopia e cresciuto in America, considerato uno degli scrittori più autorevoli della letteratura afroamericana, nel suo nuovo romanzo ''L'atlante dei posti sbagliati' (NN Editore) racconta lo spaesamento e la paura degli immigrati e le contraddizioni profonde dell'America di Trump.
"Ci ritroviamo a essere immigrati in un paese nel quale non ci sentiamo a nostro agio, che può paradossalmente essere pericoloso per noi" dice all'ANSA Mengestu che è stato tra gli ospiti più attesi della recente edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura a Roma, dedicata a Democrazia.
"Nell'ostilità verso gli immigrati nell'America di oggi c'è un aspetto psicologico, esistenzialista, per cui noi ora ci chiediamo che cos'è casa e come possiamo costruirci una casa dove viviamo. Avere un luogo in cui sentirsi a casa è un po' come scrivere: non devi raccontare solamente una storia, ne devi narrare tante perché devi scrivere chi sei e nello stesso tempo chi vorresti essere. Per poterlo fare hai bisogno di un luogo di pace e libertà che solo la scrittura può darti ed è questo che cerchi quando vuoi trovare un posto dove sentirti a casa" sottolinea Mengestu.
"Per noi immigrati - aggiunge - è più difficile creare queste storie multiple, è difficilissimo riuscire a trovare una casa che ti permetta di raccontare le complessità dell'esistenza così come la senti, che ti permetta di mostrarti sfaccettato e complesso così come sei" dice lo scrittore.
Costruito per flashback, 'L'atlante dei posti sbagliati' vede il giornalista di origine etiope Mamush attraversare gli Stati Uniti in taxi per far luce su un passato misterioso. A spingerlo a fare quel viaggio in cui realtà, ricordi e immaginazione si confondono, è la morte di Samuel, l'uomo che gli ha fatto da padre. Emigrato dall'Etiopia, tassista in un paese che lo ha annientato, Samuel si è tolto la vita e Mamush, che ora vive a Parigi con la moglie e il figlio, viene a saperlo da sua madre al suo arrivo a Washington.
"Il viaggio nell'America che descrivo è immaginario e allo stesso tempo reale. La famiglia di immigrati che raggiungiamo in Ohio apparentemente sembra abbia successo, ma presto ci rendiamo conto che quella è una situazione totalmente irreale. Da un lato ci sono queste singole famiglie di immigrati che vivono un po' la loro versione del sogno americano. Dall'altra parte c'è l'Ohio, lo Stato in cui un J.D. Vance, un Donald Trump affermano senza nessuna paura che gli immigrati sono quelli che mangiano i cani, i gatti e uccidono le persone. È un po' come se fossero due anime contrapposte che coabitano nella stessa persona.
L'America è quel Paese che anche se hai successo, se sei riuscito a costruirti una tua casa, se sei un professionista, ti si può rivoltare contro, criticare e accusa re dei crimini più efferati all'improvviso. Questo crea un'incertezza e un'ansia che non ti abbandona mai" afferma Mengestu. "Gli Stati Uniti in questo momento sono colpevoli del caos mondiale nel quale ci troviamo, ma va anche detto che Trump non è venuto dal nulla, c'è stato un lungo movimento che lo ha portato all'ascesa e al potere. Durante la Guerra Fredda, gli Usa volevano presentarsi al mondo come una grande democrazia aperta a qualsiasi tipo di immigrato, di rifugiato. Con la fine della guerra fredda, dagli anni 90 in poi, l'America ha progressivamente chiuso sempre di più le proprie frontiere e innalzato muri di diverso genere ed entità" dice lo scrittore che nel 2017 è stato incluso nei 'Best Young American Novelists' ed è autore di altri tre libri tutti inseriti nella lista dei 'Notable Books' del New York Times.
La democrazia è in pericolo? "Premesso che ritengo sia imperfetta ovunque ci sia, è vero che negli ultimi anni ci stiamo progressivamente allontanando sempre di più dal concetto vero e proprio di democrazia, percepisco un forte desiderio di autocrazia. Non so esattamente dove ci porterà, ma so per certo che per alcuni di noi che vivono in America sarà estremamente difficile tornare a credere in questo Paese. Basta pensare ai cittadini di Minneapolis, una città nella quale i bambini hanno paura di andare a scuola" afferma Mengestu che con una scrittura poetica pone immense domande in questo romanzo sull'identità frantumata anche di un Paese.
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