Mazzucco, al Premio Strega 2026 torna il romanzo, meno autofiction e memorie
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Mazzucco, al Premio Strega 2026 torna il romanzo, meno autofiction e memorie

Mercoledì 1 aprile 2026
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All'annuncio della dozzina, lo scrittore protagonista di questa edizione

"L'elemento più rilevante di quest'anno è il ritorno del romanzo. Il ritorno della storia, e delle storie, e la parallela contrazione di narrazioni autobiografiche, memorie familiari e/o di auto-fiction, che avevano invece prevalso nelle recenti edizioni. Si tratta di romanzi che possono essere definiti, con qualche distinguo, storici. Ne sono protagonisti grandi personaggi del passato, in un arco di tempo vastissimo, che spazia da Platone fino a Cagliostro, Garibaldi, Ersilia Majno e Anna Kuliscioff, Errico Malatesta, Gramsci e Pertini". Lo sottolinea Melania Mazzucco, presidente del Comitato direttivo del Premio Strega, che l'1 aprile ha annunciato la dozzina dei libri finalisti scelti tra i 79 proposti dalla giuria degli Amici della domenica per l'edizione degli 80 anni.
    "Significativo del riaccendersi nel paese della passione civile e dell'interesse per la politica, il fatto che molti di questi romanzi della storia, disuguali per qualità di scrittura e modelli di riferimento, che spaziano da Leonardo Sciascia fino a Valerio Evangelisti e Xavier Cercas, abbiano come nucleo la lotta politica che ha costruito, insanguinato e poi terremotato il nostro paese (e non solo: i racconti ci portano anche in Spagna, Argentina, Uruguay). L'emancipazione femminile, il socialismo, l'anarchia, il fascismo, la seconda guerra mondiale, il terrorismo, Mani Pulite, fino alla militanza nei centri sociali. In ombra invece la guerra civile, la resistenza e la guerra partigiana, protagoniste delle ultime edizioni" afferma la scrittrice.
    Mazzucco spiega poi: "spesso il personaggio dello scrittore, o della scrittrice, agisce come testimone, cronista, investigatore di eventi e fenomeni collettivi. Ma c'è anche lo scrittore in quanto tale, alle prese con un mestiere indefinibile, con le crisi d'ispirazione, il successo o il rifiuto del mercato editoriale, è indubbiamente il protagonista di questa edizione".
    Rilevante è anche il ritorno del lavoro, "tema carsico della letteratura italiana, che riemerge con ciclicità sussultoria. Si ripresenta il racconto del sesso. Che si aggiorna alla contemporaneità. In un anno in cui risorge il gioco letterario, pure combinatorio e gratuito, il sonnambulismo come impostura si propone quale metafora della letteratura".
    La geografia aggiunge "è esaustiva e spazia dalla pianura padana alla Sardegna interna, dall'Abruzzo dei trabocchi alla Sicilia e le isole Eolie, con escursioni a Parigi e Saragozza. Le metropoli (Milano, ma soprattutto Roma), esplorate nella disuguaglianza urbanistica e sociale, dai quartieri della borghesia alle periferie. Non mancano il carcere, l'ospedale (ginecologia o reparti psichiatrici), la scuola - luoghi ormai topici del romanzo nazionale".
   

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