Claudio Bisio, 'io uno sbirro in Appennino'
ANSA - Cultura

Claudio Bisio, 'io uno sbirro in Appennino'

Giovedì 2 aprile 2026
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Su Rai 1 dal 9 aprile la serie con Lodovini e Celotto. Regia De Maria, creata da Bonifacci

"Io e il mio personaggio abbiamo poco in comune: non amo le divise, anche se ho un enorme rispetto per chi le indossa, ma sono un figlio degli anni '70, nel senso che allora avevo vent'anni. In compenso ho praticato karate in gioventù fino a diventare cintura nera, per questo anche lo 'sbirro' ha questa passione. Nel primo episodio vediamo il nostro commissario alle prese con un caso legato alla marjuana.
    Lo dichiaro: io sono per la legalizzazione della cannabis".
    Claudio Bisio, in tour a teatro con il suo spettacolo di successo La mia vita raccontata Male, prossimamente sul set con Alessandro Siani per Bentornati al Sud, torna in tv in Rai con la fiction Uno Sbirro in Appennino, in onda in 4 prime serate su Rai 1 dal 9 aprile (i primi due episodi sono disponibili su Raiplay dal 7 aprile), diretta da Renato De Maria, ideata e scritta da Fabio Bonifacci.
    "È una serie poliziesca che intreccia mistero, dramma e relazioni, ambientata nel suggestivo scenario di Muntagò, un paese immaginario che rappresenta l'intero Appennino, con la sua bellezza, le tradizioni, l'anima popolare e lo spopolamento", spiega lo sceneggiatore Bonifacci. Una produzione Rai Fiction per Picomedia di Roberto Sessa con il sostegno della regione Emilia Romagna. "Credo che l'Appennino rappresenti molto l'Italia - aggiunge -. È stato spopolato, abbandonato, in parte ripopolato, ma credo che conservi la memoria del nostro Paese".
    "Senza parlar male dei colleghi - rileva Bisio - voglio dire una cosa: quante serie poliziesche, voi direte 'ancora una'. Ma anche in quelle dove dove c'è la commedia, spesso è come se fosse contenuta in siparietti a parte, poi c'è la linea gialla, l'omicidio, qui è diverso". Il commissario Vasco Benassi (Bisio) a Bologna ha fama di "miglior sbirro", ma dopo un errore viene trasferito in Appennino, nel piccolo centro di Muntagò, suo paese di origine, abbandonato anni prima. Le indagini sui casi lo aiuteranno a riprendere contatto con le sue radici, a creare nuove relazioni e approfondirne altre. Come quella con la cugina Gaetana (Elisa D'Eusanio), ispettrice del commissariato di Muntagò, o quella con il marito di lei, Bruno (Ivan Zerbinati). Ma soprattutto si impone nella vita di Vasco, Nicole Poli (Valentina Lodovini), grande amore platonico di gioventù, diventata solitaria quanto lui per via di brutte esperienze in amore e di un lavoro impegnativo (è la prima sindaca donna di Bologna).
    Spiega ancora Bonifacci: "Con Claudio ho lavorato tante volte, credo di aver pensato a lui scrivendo questo personaggio, ma è un progetto che ha un che di miracoloso. Per me si uniscono alcuni grandi amori, come la commedia che ho sempre fatto e il giallo, genere in cui mi cimento per la prima volta. Poi l'Appennino dove trascorro larga parte del mio tempo in un minuscolo paese dove sono nati i miei genitori, i miei nonni, i miei bisnonni e così via e che sta a 10 km dove è stata girata la serie. Non è un caso che De Amicis abbia scritto Dagli Appennini alle Ande".
   

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