Giuli, 'Pompei paradigma della via italiana alla tutela del patrimonio'
Presentato il sistema di monitoraggio del sito
"Siamo qui per celebrare Pompei, paradigma di archeologia pubblica e di una via tutta italiana, moderna e avanguardistica, alla gestione del patrimonio" . Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in un messaggio affidato alla Capa di Gabinetto, Valentina Gemignani, letto nel corso del suo intervento alla presentazione del sistema di monitoraggio e manutenzione programmata del parco archeologico, un progetto che restituisce "alla comunità un nuovo modo di agire" per la tutela e la valorizzazione.
"Oggi, il gran lavoro di tutti i professionisti, i tecnici e gli operatori del Parco, ha dato forma a un modello di gestione integrata nel quale si fondono restauro, manutenzione programmata, nuove tecnologie e sostenibilità ambientale. Volendo riassumere il senso complessivo di questo operare, si potrebbe dire che Pompei è un grande laboratorio per l'idea di Tutela. Senza tralasciare un'ulteriore considerazione, tanto generale quanto essenziale: conoscere è fondamentale per intervenire e agire" ha sottolineato il Ministro ricordando quanto "in passato la mancanza di una consapevolezza dettagliata dello stato di conservazione di questo luogo, nonché le difficoltà nel garantirne la manutenzione, hanno causato perdite considerevoli: dagli affreschi documentati nel Settecento e nell'Ottocento, degradati o non più esistenti, fino al crollo della Schola Armaturarum nel 2010, da cui scaturì il successivo intervento di "salvataggio" finanziato dallo Stato italiano e dall'Unione Europea".
Questi esempi, ha aggiunto, "mostrano come la tutela sia la sfida più grande di Pompei, oggi raccolta e fronteggiata con spirito di innovazione. Il nuovo sistema di monitoraggio offre, finalmente, una mappatura completa del sito e una conoscenza circostanziata di ogni suo elemento, a partire dalle forme di degrado e dalle dinamiche di rischio, fino alle stime dei costi da sostenere. Non dobbiamo dimenticare che il tema della conservazione è strettamente legato a quello della ricerca. Se monumenti singoli, come la casa dei Vettii o la villa dei Misteri, sono molto noti e studiati, interi isolati della città sono invece poco documentati e molti dati sono ancora inediti. La documentazione digitale di tutti gli ambienti dell'antica Pompei rappresenta, dunque, un valore immenso per le attività di studio, ed è per questo che il Parco vanta numerose collaborazioni, con Atenei italiani e internazionali" .
"Accessibilità e partecipazione, inclusione e sostenibilità, ricerca e innovazione saranno ancora le direttrici di fondo di un percorso che - ha conluso Giuli- riconsegna, all'Italia e al mondo, la bellezza antica e permanente della Grande Pompei".
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