In Triennale la prima mostra europea dedicata a Don Bronstein
'La scena jazz a Chicago 1953-1968' vista dall'uomo delle 500 copertine
Apre domani in Triennale a Milano la prima mostra europea dedicata a Don Bronstein (Chicago, 1926-1968), fotografo e art director della Chess Records, l'etichetta di Chicago che ha scritto la storia del blues, del jazz e del rock'n'roll, la cui opera ha attraversato la cultura visiva americana del dopoguerra.
La mostra 'Il ritmo dell'occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953-1968', a cura di Filippo Fossati e Nicola Ricciardi, presenta una selezione di 25 immagini della scena jazz e blues di Chicago, ritratta nei club e negli studi di registrazione. Le fotografie in mostra, realizzate tra il 1953 e il 1968, ritraggono celebri protagonisti della scena jazz, tra i quali Miles Davis e Nat King Cole, con i quali Bronstein costruiva relazioni autentiche, da cui sono nati ritratti di rara intensità. Al suo nome si devono oltre cinquecento copertine di album per le più importanti etichette discografiche, tra cui Chess, Columbia Records, Atlantic Records, Argo, Verve e Universal Music Group.
Inoltre, è stato il primo fotografo di staff di Playboy, contribuendo a definire l'identità visiva della rivista. Proprio durante un incarico per "Playboy" in Messico, è scomparso nel 1968, a soli quarantuno anni. Dopo la sua morte il suo archivio - composto da stampe, negativi, fogli di contatto e materiali di lavoro - è rimasto intatto per decenni, fino a quando le figlie Julie e Jennifer Hillman hanno cominciato a catalogare il vasto corpus di opere. Quello che è emerso è una capsula del tempo fatta di migliaia di negativi, documenti, lettere, da cui è nata anche questa mostra, che per Triennale apre un percorso di ricerca che continuerà prossimamente con 'Henri Matisse. Jazz as a Method', a cura di Viviana Bertanzetti e Nicola Ricciardi che, a partire dall'opera Jazz (1947) del maestro francese, estenderà la riflessione al rapporto tra arti visive, composizione e sperimentazione editoriale.
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