La saga dei Barolo continua tra amori, lotte di potere e omicidi
ANSA - Cultura

La saga dei Barolo continua tra amori, lotte di potere e omicidi

Martedì 7 aprile 2026
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Marina Marazza torna in libreria con 'Il rosso del re'

(di Chiara Venuto) MARINA MARAZZA, 'IL ROSSO DEL RE. LA SAGA DEI BAROLO' (Solferino, pp. 544, euro 23).
    Efferati omicidi, amori impossibili, tradimenti spudorati e corteggiamenti che fanno tremare anche il più stabile dei matrimoni. La saga dei Barolo torna con 'Il rosso del re' di Marina Marazza (Solferino, pp. 544, euro 23), nuovo capitolo - dopo 'Sangue delle Langhe', sempre per Solferino - in cui Giulia e il marito Tancredi si muovono tra le vicende di chi li circonda cercando di aiutarli o, quantomeno, consigliarli nel migliore dei modi. Assistendo però a volte ad epiloghi inaspettati, per non dire drammatici.
    L'obiettivo della coppia resta quello di fare il più possibile per la città di Torino, e in particolare per coloro che più hanno bisogno di aiuto. Come le carcerate - per le quali Giulia farà davvero tutto il possibile, cercando di empatizzare con loro e di rimediare ai propri errori - e i bambini che rischiano di prendere cattive strade perché abbandonati a sé stessi mentre i genitori lavorano. Nel frattempo, per rimediare più soldi da destinare alle attività benefiche, i due lavorano al miglioramento della propria produzione di vini attraverso alcuni metodi innovativi.
    Sono i primi decenni dell'Ottocento, e intanto la Storia (quella con la 'S' maiuscola) va avanti. Carlo Alberto si trova nella difficile situazione di dover fare da reggente mentre Carlo Felice, nominato re dopo l'abdicazione del fratello Vittorio Emanuele I, è ancora a Modena. Timoroso per via dei moti carbonari, finisce per concedere la Costituzione, una scelta che lo metterà poi in difficoltà con il sovrano effettivo. Si ritira così in Toscana, dove vive nell'ansia di essere stato messo da parte e nella speranza di rafforzare la linea di successione con il secondo figlio. Nel frattempo, il primo erede rischia di morire per via di un incendio a corte, mentre una presunta medium sostiene di poter comunicare con la sua defunta madrina.
    In tutto questo, tra i cuori più decisi a favore della libertà ci sono probabilmente quelli di Giulia e Tancredi.
    Persino sulla vicenda dell'incendio il loro è uno sguardo che soffre per il crudele disinteresse di Carlo Alberto nei confronti della balia del principino, morta per salvarlo.
    E, ancora, i Barolo aiutano Silvio Pellico assumendolo come loro bibliotecario, seppure il più caro al loro cuore rimanga il caso di Angela Agnel, detenuta per l'assassinio del marito violento le cui tre figlie crescono lontano da lei, innamorandosi, trovando (grazie a Giulia) lavori più dignitosi e venendo travolte da eventi orribili che cambiano per sempre la loro sorte.
    In mezzo a tante difficoltà, Marazza con la sua penna riesce pure a far sorridere. Come con il poeta Alphonse de Lamartine, affascinante e perdutamente innamorato della marchesa di Barolo (tanto da attirare la gelosia di Tancredi), è altrettanto buffo per via della sua ostinazione a voler fare bella figura anche quando, nel corso di un duello, viene battuto dopo pochi minuti.
   
   

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