Salgari in 'Oceani di carta', romanzo di Enzo d'Alò e Giacomo Scarpelli
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Salgari in 'Oceani di carta', romanzo di Enzo d'Alò e Giacomo Scarpelli

Martedì 7 aprile 2026
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In libreria il 10 aprile per Salani Le Stanze

ENZO D'ALÒ E GIACOMO SCARPELLI, OCEANI DI CARTA (SALANI LE STANZE, PP 272, EURO 18,00).
    Il lato più autentico di Emilio Salgari viene raccontato in 'Oceani di carta', un romanzo che celebra la vittoria dell'immaginazione sulla realtà, scritto a quattro mani da due grandi sceneggiatori: Enzo d'Alò, che ha sceneggiato e diretto 'La Gabbianella e il gatto' e Giacomo Scarpelli, nominato agli Oscar per Il Postino. Una storia che ci porta indietro nel tempo, agli inizi del '900, che arriva in libreria il 10 aprile per Salani Le Stanze.
    Il giovane giornalista napoletano Giuseppe Ricci arriva a Torino il 3o dicembre 1910 con una missione: intervistare il suo eroe d'infanzia, Emilio Salgari, il 'Capitano' che gli ha fatto solcare oceani e attraversare giungle senza mai lasciare la pagina di un libro. Immagina di incontare un lupo di mare, un avventuriero inarrestabile, invece trova un uomo stanco, chiuso in una casa modesta, incatenato a contratti-capestro e a una penna che non può mai fermarsi. Mentre la città si prepara all'Esposizione Internazionale, tra i cantieri nel parco del Valentino e i marciapiedi ghiacciati, Giuseppe scopre il dietro le quinte dei mondi salgariani: le giornate alla Biblioteca Nazionale, le notti insonni, le difficoltà economiche, la fragilità di Ida, la moglie-attrice che lui chiama 'Aida' e l'esercito scalmanato dei figli che trasforma il cortile di casa in Maracaibo e la riva del Po in un arcipelago tropicale.
    D'Alò, al suo primo romanzo per adulti, e Scarpelli che con 'Estella e Jim nella meravigliosa isola del tesoro' ha vinto il Premio Letteratura Ragazzi di Cento, raccontano nel loro libro come nascono i mondi che ci salvano: da una stanza in penombra, da un calamaio quasi vuoto, da una vita qualunque che osa farsi leggenda. Perché a volte "gli oceani più vasti non sono quelli che si attraversano in nave, ma quelli che si scrivono, riga dopo riga, sulla carta".
   

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