'Orfeo ed Euridice' di Gluck al Valli di Reggio Emilia con la regia di Shirin Neshat
Il 10 e 12 aprile con Carlo Vistoli (Orfeo) e la direzione di Alessandro De Marchi
Il Teatro Valli di Reggio Emilia mette in scena 'Orfeo ed Euridice', l'opera di Christoph Willibald Gluck, il 10 aprile alle 20 e il 12 alle 15.30 nella versione viennese del 1762. L'allestimento è firmato dall'artista iraniana-americana Shirin Neshat, Leone d'Oro alla Biennale di Venezia. Fotografa, videoartista e regista tra le più autorevoli della scena contemporanea, Neshat porta in scena il suo linguaggio visivo, che intreccia cinema, fotografia e installazione per indagare identità, memoria e relazione tra culture.
Sul podio Alessandro De Marchi, specialista del repertorio barocco e classico, alla guida dell'ensemble Modo Antiquo.
Protagonisti Carlo Vistoli (Orfeo), tra i controtenori più acclamati più acclamati sulla musicale internazionale, Francesca Pia Vitale (Euridice) e Theodora Raftis (Amore). Lo spettacolo ha ricevuto grande attenzione da pubblico e critica che, al debutto parmigiano lo scorso gennaio, ne ha sottolineato la forza visiva e la capacità di fondere immagini e musica in una drammaturgia intensa e poetica. L'allestimento include scene con immagini filmiche realizzate da Neshat che si intrecciano all'azione, aggiungendo un ulteriore livello narrativo. Il mito diventa così profondamente umano: Orfeo ed Euridice non sono figure lontane, ma esseri attraversati da amore, dolore e incomunicabilità. Nella lettura della regista, Orfeo è un uomo diviso tra narcisismo e amore, incapace di distinguere tra realtà e illusione. Gli inferi diventano uno spazio della coscienza, dove emergono ricordi e colpe. L'opera si apre e si chiude con film muti in bianco e nero, cifra stilistica che rafforza il contrasto tra opposti e l'intimità del racconto.
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