Torna il Festival Letterario Working Class, al via a Campi Bisenzio
ANSA - Cultura

Torna il Festival Letterario Working Class, al via a Campi Bisenzio

Giovedì 9 aprile 2026
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Tre giorni con operai, editori e scrittori, da Paco Ignacio Taibo II a Kike Ferrari

(di Paolo Petroni) Si aprirà domani con un corteo per chiedere la riconversione industriale ecologica della Gkn (fabbrica metallurgica occupata da tre anni) cui parteciperanno, con gli operai, gli editori e scrittori, Paco Ignacio Taibo II in testa, convenuti a Campi Bisenzio (Fi) per il quarto Festival di Lettertura Working Class, organizzato per il 10, 11 e 12 aprile dal Collettivo di fabbrica assieme alle Edizioni Alegre con la direzione artistica di Alberto Prunetti.
    La manifestazione ha avuto un prequel-presentazione al Teatro Quarticciolo di Roma il 7 aprile, unendo l'esperienza romana di lotta per la casa Spin Time che ospita 150 famiglie e viene minacciata di sgombero in una città sempre più inabitabile per la working class e una fabbrica di Campi Bisenzio che viene smantellata da una proprietà ostile a qualsiasi processo di reindustrializzazione.
    "Questo Festival - sottolinea Prunetti - si organizza senza chiedere sponsorizzazioni a aziende o banche. L'unica nostra risorsa è la mobilitazione collettiva: per riuscire a sostenere tutti i costi organizzativi abbiamo bisogno della partecipazione attiva di chi condivide con noi questa esigenza politica e culturale. Dopo le prime tre edizioni - racconta - in cui abbiamo ripercorso il passato - le genealogie, il presente - le geografie, e il futuro - le prospettive della letteratura di classe lavoratrice, adesso siamo nella fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire. In questa logorante 'transizione', parola chiave di questa edizione del Festival, nascono i mostri che indeboliscono la vertenza, ma possono anche emergere nuove energie capaci di completare la transizione, a cominciare da quella ecologica dell'impianto Gkn, e che guardano a un mondo nuovo, diverso da quello orribile che stiamo vivendo".
    Prunetti, figlio di Renato, saldatore di Piombino che oltre dieci anni fa scrisse 'Amianto. Una storia operaia', racconta e sottolinea come la letteratura working class sia viva e in ripresa in molti Paesi e lui ha pubblicato con Minimum Fax 'Non è un pranzo di gala - Indagine sulla letteratura working class' mentre dirige la collana su questo tema per l'editrice Alegre, che ha aperto riproponendo tra l'altro 'Tuta blu' di Tommaso di Ciaula e dove è appena uscito 'Todos nostros' di Kike Ferrari, scrittore argentino presente al Festival con questo curioso romanzo, un viaggio nel tempo che racconta dell'uccisione dell'assassino di Trotsky, il quale così non muore e, controbilanciando il potere di Stalin, cambia la storia della lotta di classe.
    Il suo programma è quello di far conoscere opere di narrativa che raccontano la classe lavoratrice dall'interno, "scritte da persone che per buona parte della loro giornata sono impegnate in attività lavorative malpagate, non valorizzate socialmente, benché importantissime per il funzionamento della società, spesso usuranti o pericolose - spiega -. Si tratta di opere fortemente autobiografiche in cui autori e autrici tendono a rimasticare la propria esistenza se lavori in un ristorante tutto il giorno, come ho fatto io per anni, quando arrivi a casa hai solo in testa il rumore delle cucine. Se prendi carta e penna tendi a raccontare quello e non un'opera di pura finzione".
    Durante il Festival ci sarà uno spazio con attività per bambini e ragazzi per includere tutte le età nel percorso di crescita collettivo, culturale e sociale e dare corpo alla parità di genere in un contesto di lotta, in una comunità solidale concreta, fondata sulla cura.
   

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