Il mondo 'da ripensare' di Luciana Castellina: 'si riparta dalla crisi ecologica'
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Il mondo 'da ripensare' di Luciana Castellina: 'si riparta dalla crisi ecologica'

Venerdì 10 aprile 2026
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"In 80 anni lo spirito della Resistenza è stato calpestato più volte"

Un mondo da ripensare. Partendo dalla democrazia e la crisi ecologica fino ad arrivare a come misuriamo la felicità. È quello che vede oggi Luciana Castellina - giornalista, scrittrice ed ex parlamentare comunista classe 1929 - a due settimane dal 25 aprile, anniversario della Liberazione.
    "Bisogna ripensare cosa è la democrazia reale - spiega all'ANSA -. Qualcosa di sbagliato è stato fatto se oggi la situazione è questa. E non dobbiamo rilegittimare tutti quanti a patto che siano un po' migliori di Donald Trump". Per lei la Resistenza è stata "una cosa completamente diversa" rispetto a quella degli altri Paesi europei. "I giovani italiani non sapevano che cos'era l'antifascismo - continua -. Hanno avuto un coraggio particolare perché gli altri combattevano per rimettere in piedi un governo legittimo spodestato e in esilio, mentre questi ragazzi andavano lì a combattere per un ideale di cui non c'era conoscenza storica. Credo che sia un fatto straordinario".
    Oggi com'è possibile che riemergano le destre estreme? "Perché sono passati 80 anni - risponde -. In tutto questo tempo lo spirito della Resistenza è stato calpestato tante di quelle volte... Non possiamo meravigliarci, basti pensare al fatto che i Paesi africani non hanno raggiunto la loro indipendenza se non alla fine degli anni '60". Detto ciò, per andare avanti bisogna cambiare qualcosa, appunto, "anche perché siamo di fronte a una crisi ecologica enorme - commenta -. Bisogna riflettere su questo invece di correre a rifare la bomba atomica. La prima cosa da fare è smettere di produrre una quantità di merci inutili che rovinano il pianeta e, invece, pensare ai servizi: ospedali, università. Bisogna cambiare la misura della felicità".
    "Quando vedo la televisione e c'è la pubblicità mi sento male, perché si è arrivati all'ennesimo detergente per lavare il gabinetto", conclude Castellina. E si chiede: "Possiamo misurare la felicità con il millesimo ingrediente per pulire e non, invece, nel poter studiare e lavorare nello stesso momento, oppure nel non essere massacrati (come si è) con l'orario di lavoro? È più importante, per fare un altro esempio, un nuovo tipo di spaghetto?".
   

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