Calcio: vietata la 'pioggia di coriandoli' negli stadi di Buenos Aires
Dopo un principio di incendio causato dai tradizionali 'papelitos'
La città di Buenos Aires ha deciso di vietare con effetto immediato l'uso dei 'papelitos', i grandi coriandoli di carta popolari negli stadi argentini, dopo che domenica è scoppiato un piccolo incendio sugli spalti durante il derby tra River Plate e Boca Juniors. Il Comitato per la sicurezza del calcio della capitale ha annunciato, "dopo una completa valutazione del rischio" e per "rigorose ragioni di pubblica sicurezza, il divieto di utilizzo di coriandoli di carta come elemento festivo sugli spalti, sulle gradinate e in altre aree aperte al pubblico in tutti gli stadi" della metropoli.
La decisione è stata presa in seguito a un principio di rogo scoppiato sugli spalti dello Stadio Monumental poco prima della vittoria per 1-0 del River Plate sul Boca Juniors. Il fuoco, probabilmente causato da un mozzicone di sigaretta gettato su un mucchio di 'papelitos' a terra, ha distrutto un sedile prima di essere rapidamente spento dai vigili del fuoco con gli estintori.
Il provvedimento del Comitato riguarda gli stadi situati all'interno del perimetro della capitale, che conta 3 milioni di abitanti, e comprende una mezza dozzina di impianti a club della Liga, la serie A argentina: River Plate, Boca Juniors, Vélez Sarsfield e San Lorenzo, tra gli altri. Altri stadi della Liga situati nell'area metropolitana di Buenos Aires, come quelli del Racing e dell'Independiente, sono situati al di fuori della sua giurisdizione.
La pioggia di coriandoli lanciata dagli spalti all'ingresso in campo delle squadre è un'immagine iconica degli stadi argentini. Secondo la stampa locale, nell'ultimo 'Superclassico' ha visto tifosi del River, associazioni o semplici simpatizzanti impegnati per tre settimane nella preparazione dei 'papelitos', tagliando a mano circa 50 tonnellate di carta.
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