Inchiesta escort: Leao, 'totalmente estraneo, non ho commesso reati'
'Prima che calciatori siamo persone con una famiglia e una reputazione'. Calafiori: 'Estraneo in tutto e per tutto'. Il garante: 'Rispettare la privacy delle persone coinvolte'
"Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell'inchiesta. Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato": lo scrive l'attaccante del Milan Rafael Leao sul proprio profilo Instagram, in riferimento alle indiscrezioni riguardanti l'inchiesta della Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
"In questi giorni il mio nome, come quello di altri calciatori, è comparso su siti, social e giornali in riferimento a un'inchiesta della Procura di Milano - scrive Leao - Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell'inchiesta. Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato. Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata".
"Prima che calciatori - conclude Leao - siamo persone con una famiglia e una reputazione. Per questo ho già dato mandato al mio legale di tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continuerà a diffondere notizie false o lesive della mia reputazione".
"Con non poco sgomento" Riccardo Calafiori si è rivolto allo studio legale Conte, dopo aver appreso che su varie testate giornalistiche il suo nome è stato incluso nell'elenco di coloro che avrebbero fruito di servizi sessuali a pagamento offerti dalla coppia Buttini-Ronchi. Lo studio Conte invita a sottolineare "che il nominativo del nostro cliente non compare in nessun atto dell'indagine attualmente in corso sui Signori Buttini-Ronchi e sulle di loro attività, rispetto alla quale deve essere dato opportuno risalto all'unica circostanza obiettiva allo stato nota e cioè che il signor Calafiori è estraneo ad essa in tutto e per tutto".
I legali del calciatore dell'Arsenal e della Nazionale notano che "sebbene venga specificato che l'indicazione del Calafiori sia il risultato non di un riscontro documentale bensì di una ricerca per parole chiave condotta sul decreto di perquisizione - si legge nella richiesta di rettifica inviata ai media -, è davvero sconcertante che possa essere stato comunque pubblicato il riferimento nominativo del nostro assistito in spregio di qualsivoglia prudenza, diligenza professionale, nonché di obiettiva aderenza della notizia alla verità".
"Alla divulgazione della non-notizia difetta, peraltro, anche l'interesse pubblico - concludono i legali -, visto che l'indagine cui si riferiscono tutti gli editoriali da Voi incautamente diffusi non lambisce in alcun modo la persona del Sig. Calafiori, che ne è assolutamente estraneo", prosegue lo studio Conte.
"In riferimento alle notizie di stampa riguardanti l'inchiesta sulle "escort di lusso" a Milano in cui si riportano i nomi delle persone a vario titolo coinvolte, anche se non indagate, il Garante per la protezione dei dati personali - in una nota - richiama i media e i siti web al più rigoroso rispetto della normativa privacy e delle Regole deontologiche, evitando di ledere la riservatezza e la dignità delle persone interessate".
"Nel ribadire il legittimo esercizio del diritto-dovere del giornalista di informare su casi di interesse pubblico - prosegue la nota del Garante - l'Autorità invita gli organi di stampa al rispetto del principio di essenzialità dell'informazione, in base al quale la diffusione di dati personali deve essere limitata a quanto strettamente indispensabile per la comprensione dei fatti di cronaca, evitando riferimenti eccedenti o non pertinenti".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA