Giro: assolo di Vingegaard, il danese si veste di rosa sulle Alpi
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Giro: assolo di Vingegaard, il danese si veste di rosa sulle Alpi

Sabato 23 maggio 2026
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A Pila Eulalio cede ma non sprofonda, Pellizzari resiste, Piganzoli sorprende

Arrivano le Alpi e Jonas Vingegaard si veste di rosa. Il danese mette i suoi uomini a fare il ritmo, lascia loro il compito di cuocere a fuoco lento il gruppo e, non appena le pendenze si fanno più arcigne, assesta il colpo. Ne basta uno solo, perché gli altri sono già tutti al limite.

Quattro chilometri e mezzo di assolo verso il traguardo di Pila, tutto secondo copione, e il campione nordico pecca forse di falsa modestia quando racconta a fine tappa che i distacchi in classifica sono migliori delle aspettative. Dietro di lui arriva il solito Felix Gall, che paga 49", poi Jay Hindley a 58", poco davanti alla coppia di amici Davide Piganzoli e Giulio Pellizzari, salito stavolta gestendo le forze. Si stacca presto il vecchio leader Afonso Eulalio, che però non sprofonda del tutto, mantenendo con le unghie e con i denti il secondo posto della generale. La strada si impenna subito dopo la partenza di Aosta e dal gruppo sono in tanti a cogliere l'occasione per evadere. Sono Giulio Ciccone, Einer Rubio, Enric Mas e Alexander Vlasov i nomi più pericolosi di una fuga di una ventina abbondante di corridori, in cui si inserisce anche uno dei mattatori di questo Giro d'Italia.

Scortato da Ian Christen e Igor Arrieta, infatti, Jhonatan Narvaez ha nel mirino il traguardo volante di Roisan: qui, vincendo lo sprint, si mette davanti di un solo punticino a Paul Magnier nella classifica a punti e, anche se probabilmente sarà solo per un giorno, diventa il primo ecuadoriano a vestire la maglia ciclamino. Le salite continuano a susseguirsi con poca soluzione di continuità, ma il ritmo del gruppo non permette alla fuga di prendere il largo: la Decathlon vuole gli abbuoni per Gall, poi sale in cattedra la Visma-Lease a Bike per Vingegaard. I 'calabroni' impongono un ritmo deciso anche se non impossibile e piano piano recuperano tutti gli attaccanti. Ai -9 va in difficoltà, assieme a Ben O' Connor, la maglia rosa Eulalio, che riesce però a non andare nel panico: al traguardo pagherà poco meno di tre minuti, mantenendo però la seconda posizione e la maglia bianca di miglior giovane.

Per la Visma, dopo Campenaerts e Kuss, è Piganzoli l'ultimo uomo per lanciare Vingegaard: ai -5 un tornante immette i migliori sulla più dura strada principale per salire a Pila e, mentre Pellizzari inizia a gestirsi il ritmo staccandosi sull'accelerazione, il danese scalda i motori. Quando parte è solo Gall, pur non rispondendo direttamente, a provare a tenere il suo ritmo a distanza, ma il distacco - piano piano - si dilata. A ruota dell'austriaco si piazza per un paio di chilometri Piganzoli, che poi molla e viene raggiunto dalla coppia Red Bull-Bora-hansgrohe formata da Jay Hindley e Pellizzari, che a tratti lavora per lui. Davanti, intanto, Vingegaard va a tagliare il traguardo in apparente tranquillità:

"Era il giorno che stavamo aspettando - racconta nel dopo tappa - abbiamo segnato questa tappa con una X, il giorno in cui volevamo prendere la maglia rosa. I compagni hanno fatto un lavoro straordinario, sono felicissimo di avercela fatta". Anche perché, adesso, il danese si ritrova saldamente al comando della generale, con 2'26" di vantaggio su Eulalio e 2'50" su Gall, mentre Hindley e Pellizzari sono quinti e sesti rispettivamente con 3'43" e 4'22". Grazie alla grande prova sull'ultima ascesa, entra in top ten anche Piganzoli. Uomini di classifica che adesso possono rifiatare: domani tappa per velocisti con arrivo in Corso Venezia a Milano, poi il terzo e ultimo giorno di riposo.

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