Calciomercato: Pochi colpi e tanti stranieri, la serie A non parla ancora italiano
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Calciomercato: Pochi colpi e tanti stranieri, la serie A non parla ancora italiano

Lunedì 27 luglio 2026
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Dopo 3 Mondiali mancati ancora scarsi segnali della volontà di far crescere i giovani

Era il 31 marzo scorso e l'Italia, sconfitta ai rigori dalla Bosnia Erzegovina, si rassegnava a saltare il terzo mondiale di fila. Fin da subito una delle principali cause dell'ennesimo fallimento era stata individuata nell'incapacità - per mancanza di coraggio, intraprendenza, scarsa programmazione - di puntare sui vivai, di coinvolgere gli Under nelle rose delle prime squadre in modo da farli crescere ed alimentare così la nazionale con leve fresche. Un'accusa rivolta soprattutto ai club di A, 'colpevoli' di essere disposti a rischiare (e, soprattutto, investire) non sui prossimi Haaland e Bellingham, ma su stranieri il cui talento é tutto da scoprire. Al contrario, molto prudenti quando si tratta di valorizzare i ragazzi che hanno in casa.

Quattro mesi dopo, non bastassero le difficoltà che la nazionale sta trovando per scegliere il suo prossimo commissario tecnico, la battaglia per dare più spazio alla linea verde sembra persa ancor prima di iniziare. Eppure ancora oggi il presidente della Figc Malagò é tornato a sottolineare l'importanza di "lavorare sui giovani, su chi oggi ha 15, 16 o 17 anni. Seminare nel campo per poi raccogliere".

Ma la finestra estiva del mercato, almeno fino ad ora, vede alla ribalta pochissimi nomi di italiani contesi tra società desiderose di lanciare i dadi sulla roulette del futuro.

Uno é quello di Mattia Liberali, 19 anni, ruolo trequartista ed ala, cresciuto nel Milan. Il Como lo ha strappato al Catanzaro con un contratto fino al 2031. Nel Catanzaro milita anche Costantino Favasuli, obiettivo di Atalanta e Napoli, 22 anni, centrocampista, chiamato nella nazionale maggiore dal ct ad interim Baldini. Al Milan ecco Francesco Camarda (19 anni, rientrato dal prestito al Lecce e bloccato fino al 2031 su espressa richiesta del tecnico Amorim) e Christian Comotto (la scorsa stagione allo Spezia, 18 anni, anche lui 'blindato' per un quinquennio).

Scorrendo la lista dei nuovi arrivi e delle trattative, spiccano al contrario molti stranieri poco noti al grande pubblico e militanti all'estero. Come Mikel Amondarain, 21 anni, mezzala argentina dell'Estudiantes, o Ognjen Ugresic, centrocampista classe 2006 del Partizan Belgrado (Bologna); Demi Akarakiri, centrocampista inglese di origini nigeriane, prelevato dall'Everton (Cagliari); il marocchino con passaporto olandese Anouar El Azzouzi', dalla Bundesliga (Frosinone); Franz Ethan Meichtry, centrocampista svizzero di origini camerunensi preso dagli svizzeri del Thun (Genoa); John Kennedy classe 2002, di proprietà del Fluminense, che interessa la Lazio; Manga Foe-Ondoa, mezzala francese (Monza); Arijanet Muric portiere che il Sassuolo ha riscattato dall'Ipswich Town.

L'augurio é che ognuna di queste scommesse si riveli vincente. Ma restano calciatori che, seppure del tutto legittimamente, finiranno per togliere spazio alle ambizioni dei loro colleghi italiani. Ed alimentare il dubbio che il prossimo, potenziale, campione azzurro continui a languire in panchina, se non addirittura in tribuna, in attesa di un'occasione che non arriverà, soffocato dall'esterofilia imperante. Nonostante tutto.    

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