Europei atletica nella tana dei britannici, La Torre: 'Italia saprà competere'
Il dt a una settimana da Birmingham, 'ma dimenticate Roma, bastano 13 medaglie'
Quando gli Europei di atletica leggera prenderanno il via a Birmingham, il prossimo 10 agosto, sarà passato da poco il quinto anniversario dagli ori di Tokyo 2021. "E' stato lo start del movimento", dice il dt della nazionale azzurra, Antonio La Torre, parlando con l'ANSA, poco dopo aver diramato la lista dei 132 qualificati (è la spedizione più numerosa di sempre), ma a chi pensa alle 24 medaglie di Roma 2024, manda un messaggio chiaro: "Non sarà così". Ciò non toglie che il movimento è in continua crescita.
"E la cifra di questa spedizione fa sì che ci siamo guadagnati il rispetto - prosegue -. Il tema sarà vivere la spedizione, passatemi la battuta, nella 'perfida Albione'. I britannici ci stanno aspettando perché sanno che siamo la nazionale non da battere, ma che può competere con loro".
Per approfondire Agenzia ANSA Atletica: bene Fabbri a Lonigo nell'ultimo test prima degli Europei - Altri Sport - Ansa.it Buona prova di Leonardo Fabbri nell'ultima gara prima della rassegna continentale di Birmingham. Il campione europeo e bronzo mondiale spedisce il peso a 21.93 nel Meeting Brazzale di Lonigo (Vicenza), in una prova in cui va quattro volte sopra i ventuno metri. (ANSA)
La sfida, dunque, è lanciata e l'obiettivo è tracciato: "A me piace l'ottimismo del presidente Mei, ma a me basta fare 13, una medaglia in più di Spalato". Per questo il leit motiv di questi giorni che La Torre sta facendo passare in raduno al Cpo Giulio Onesti è sempre lo stesso: "Non montiamoci la testa, ma arriviamo in Inghilterra consapevoli che possiamo guardare tutti negli occhi, senza mai abbassarli". E così ai nastri di partenza ci saranno 132 azzurri. "Tutti qualificati senza alcun regalo - spiega ancora La Torre -. Faccio l'esempio di Anna Musci nel peso che parte con noi perché è rientrata nei parametri anche se sappiamo che non passerà il turno, ma convocarla è una forma di rispetto per chi ha lavorato per guadagnarsi quest'esperienza internazionale. E' importante perché molti di questi 132 ragazzi sono giovani, devono entrare in un contesto internazionale capendo cosa sia la call room, stare al fianco dei campioni, come vivranno attese, ansie e paure. Avendo allargato molto le punte di diamante, tutto questo ti permette di fare un'esperienza incredibile".
Per approfondire Agenzia ANSA Atletica: cinque anni fa l'oro di Tokyo. Jacobs: 'Non me ne sono mai andato' - Altri Sport - Ansa.it Ora gli Europei dove punta al terzo titolo dopo quelli di Monaco e Roma (ANSA)
Ecco allora che il 2018, anno in cui La Torre diventò dt della nazionale, sembra ormai un lontano ricordo. "Quando presi questo incarico - racconta - l'atletica italiana era formata da due 'T': Tamberi e Tortu, oggi rischierei di dimenticare qualcuno, andando anche tanto oltre gli ori di Tokyo". L'Olimpiade giapponese, però, è servita da propulsore: "Ad esempio avevamo un settore lanci in crisi, ma ora riportiamo agli Europei due giavellottisti e quattro lanciatori di peso". Molti degli occhi saranno poi puntati su Marcell Jacobs, a caccia del terzo oro continentale. "Lui, insieme a 'Gimbo', è il vero leader di questa nazionale - dice ancora La Torre -. Ceno con Marcell spesso, dorme e vive all'Acqua Acetosa, ho trovato un ragazzo che ha fatto tesoro dell'esperienza americana: ha semplificato tante cose, è in sintonia con se stesso, sereno, consapevole di ciò che vuole fare. Ha tolto quella che ritiene tanta roba inutile. Lui è uno che avvicina le persone, non le spaventa. Abbiamo ritrovato un uomo". Ma questa nazionale - come ribadito più volte dal dt - non è solo Jacobs o tutte le altre punte, per questo La Torre sarà soddisfatto se "il 17 agosto molti ragazzi avranno avvicinato il loro personal best o fatto il season best". A due atleti, poi, più di altri chiede di essere 'irriverenti': Erika Saraceni e Daniele Leonardo Inzoli nel salto in lungo. A piste e pedane le ardue sentenze.
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