Us Open: Musetti come Sinner a Parigi: 'Il mio 2026 è un'Odissea'
ANSA - Sport

Us Open: Musetti come Sinner a Parigi: 'Il mio 2026 è un'Odissea'

Venerdì 4 settembre 2026
1 visualizzazione

Il carrarino out: "Shock per la temperatura, spesso portiamo il corpo al limite"

Piegato sulle ginocchia, lo sguardo basso, le energie al lumicino e la voglia, ciononostante, di non lasciarsi definitivamente andare. Un'immagine andata in scena più volte, sull'umidissimo caldo del campo 17 di Flushing Meadows, con protagonista - suo malgrado - Lorenzo Musetti. Dopo aver portato a casa, anche piuttosto agilmente, il primo set del secondo turno degli Us Open contro l'australiano Dane Sweeny, il carrarino ha iniziato a sentirsi male: il fisico svuotato, qualche giramento di testa, un medical time out che ha arginato il crollo ma non è riuscito a invertire la rotta, portando a un'uscita contro pronostico con il numero 123 del mondo.
    Ancora una volta, Musetti è stato fermato dal suo corpo, in un 2026 che a lui "sembra veramente un'Odissea". E sì che l'anno era cominciato bene, con un Australian Open da stropicciarsi gli occhi in cui aveva passeggiato contro uno specialista del cemento come Taylor Fritz e stava esprimendo il miglior tennis della carriera contro Novak Djokovic. Sul più bello, però, mentre era avanti 2 set a 0, era arrivato un problema all'adduttore che lo aveva costretto al ritiro. In primavera, poi, la sua stagione sulla terra - forse la preferita - era stata interrotta da una lesione al retto femorale agli Internazionali di Roma, che gli aveva impedito in seguito di partecipare a Roland Garros e Wimbledon.
    Nell'ultimo Slam di stagione, infine, ecco i problemi dettati dal clima: "Credo sia stato uno shock importante dal punto di vista della temperatura. Una situazione, secondo me, simile a quella di Jannik a Parigi - ha analizzato Musetti a fine partita -. Sui campi era molto caldo, mentre nella zona players, la zona in cui passiamo tutto il nostro tempo e dove facciamo anche il riscaldamento, l'aria condizionata è davvero troppo bassa". Un malore, meno grave di quello accusato da Djokovic al primo turno con Navone, che però si aggiunge a una lunga lista di indisposizioni e infortuni sempre più frequenti nel tennis - con il campanello di allarme suonato da Carlos Alcaraz nei giorni scorsi sulle troppe partite in calendario.
    "Spesso portiamo il nostro corpo al limite ed è stata una di quelle situazioni; per me, forse, è stata la prima volta in questo modo - ha raccontato il carrarino, comprensibilmente sconfortato dopo la sconfitta -. Guardando il livello di questa trasferta, sento veramente di non meritarmi tutto quello che mi sta succedendo, per gli sforzi che sto facendo per rientrare e per i sacrifici fatti negli ultimi due mesi, saltando anche due Slam. Qui non mi sono ritirato per onorare la partita e per cercare di vedere se riuscivo a ritrovare un po' di energie".
    "Nonostante abbia preso delle pause e cercato in tutti i modi possibili di tirarmi su con una condizione fisica accettabile, non ci sono riuscito - il resoconto di Musetti -. Ho cercato di fare quello che potevo, dal punto di vista medico e fisico, per trovare una soluzione a quello che stava succedendo, ma fondamentalmente non possiamo prendere niente. Ghiaccio, per cercare di abbassare la temperatura, zuccheri... Ma una volta che varchi una soglia, è difficile tornare indietro".
    "Devo solo accettare le situazioni e andare avanti, nella speranza di riuscire a trovare una sorta di equilibrio", ha concluso il tennista toscano, certo fin qui non aiutato dal suo corpo nella ricerca. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi questo articolo