Champions League: Mourinho sfida il passato 'Inter forte gioca a occhi chiusi'
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Champions League: Mourinho sfida il passato 'Inter forte gioca a occhi chiusi'

Lunedì 7 settembre 2026
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Il tecnico del Real Madrid: 'Non è decisiva, Chivu per sempre uno dei miei'

Per gli interisti non è e non può essere una partita come le altre: affrontare Josè Mourinho, l'uomo che nel 2010 ha portato l'Inter al vertice assoluto, del calcio, conquistando il memorabile Triplete, è una questione di cuore. Sedici anni dopo, tutto è cambiato ma resta un legame forte anche per lo Special One, oggi sulla panchina del Real Madrid. Domani la sfida al Bernabeu tra storia, nostalgia e ricordi ancora vividi come l'addio doloroso del portoghese proprio nella notte di Champions il 22 maggio 2010 quando lasciò lo stadio a bordo della macchina di Florentino Perez, scegliendo un futuro lontano da Milano.
    "Per me - dice Mourinho - è una partita come le altre. Dopo non lo sarà. Credo che nessuno possa pensare a chi è seduto sulla panchina del Real Madrid durante i novanta minuti".
    Accenno polemico in conferenza su presunti screzi con Cristian Chivu: "Lui sarà sempre uno dei miei. Sono molto felice per quello che sta riuscendo a fare. Lo saluterò prima della partita e dopo. È stato un mio giocatore, abbiamo lavorato insieme e vissuto tante cose fianco a fianco, sia belle che brutte". "Ma tu con chi hai parlato per sapere che io avrei un cattivo rapporto con lui? Con chi?", risponde al cronista che lo pungola sul tema. Mourinho, scottato dalla sconfitta in Liga contro il Betis, vuole vincere: "Potrei dire che voglio giocare bene, ma non voglio giocare bene come contro il Betis e perdere. Voglio vincere. Abbiamo otto partite per qualificarci. E penso che ce la faremo".
    "Ovviamente al Bernabeu - ricorda - ho vinto una Champions League, ma ho anche perso una semifinale ai rigori. In quello stadio ho vissuto il meglio e il peggio. Però non mi concentro su questo, né in positivo né in negativo. Penso soltanto che sono l'allenatore del Real Madrid e che domani non giochiamo una partita decisiva, perché non decide nulla. Ma ogni punto è importante. Anche l'Inter verrà qui per cercare di ottenere ciò che vuole". Contro i nerazzurri galvanizzati dalla vittoria in rimonta con il Napoli, Mourinho sa che che sentirà il peso delle assenze tra infortuni e squalifiche: "L'algoritmo ha scelto di giocare in queste circostanze, questa è la situazione. Non so se l'algoritmo del calendario della Champions parla italiano...  Abbiamo tre, quattro, cinque opzioni".
    Lo Special One ha più volte riaperto l'album dei ricordi: "Al Real Madrid ho vissuto due periodi diversi. Ho chiuso il mio lavoro nel 2013. Abbiamo vinto quello che abbiamo vinto e perso quello che abbiamo perso. Nel 2010 la squadra non arrivava ai quarti di finale e mancava da tantissimi anni da una semifinale di Champions. Oggi, invece, il Real Madrid ne ha vinte sei: sono contesti diversi. Se mi chiedete se ho il desiderio di vincere la Champions con il Real, ovviamente sì. Ma sono esperienze diverse". Diverse esperienze e una consapevolezza: "L'Inter ormai gioca a occhi chiusi". La vera sopresa per Mourinho è il fatto che i nerazzurri non siano riusciti a vincere nuovamente la Champions da quel fatidico e leggendario maggio del 2010 con lui in panchina. 
   

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