America's Cup: Bennato 'inno? Ho pensato ai versi di mio fratello Eugenio'
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America's Cup: Bennato 'inno? Ho pensato ai versi di mio fratello Eugenio'

Martedì 22 settembre 2026
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Il cantautore partenopeo: "Chiamato me perché napoletano ed esperto di sigle sportive"

"Siccome sono esperto in sigle sportive, mi hanno detto, 'sei anche di Bagnoli, di Napoli, di Nisida, perché non fai una sigla sull'America's Cup?' Ho pensato a dei versi di mio fratello Eugenio… chi va per mare è un uomo fortunato, perché sa capire il vento. E la magia di cavalcare l'onda è il segno di un nuovo sentimento che soffia sempre più al nord di un'idea, che vola sempre più al sud di un amore". E' così, racconta Edoardo Bennato, che è nato l'inno per l'America's Cup 2027, scritto dal cantautore partenopeo che questa sera a Nisida si esibirà davanti ai ragazzi dell'Istituto Penale per i Minorenni in occasione dell'evento istituzionale di apertura della settimana della regata preliminare di Napoli.
    "Uno dei motivi per cui sono qua è quello di salutare i ragazzi, dargli una carica energetica, perché comunque la musica al di là di tutto è questo, uno scambio di emozioni e di carica propositiva, e questi ragazzi penso che ne abbiano bisogno - sottolinea Bennato -. La canzone 'L'isola che non c'è' è una canzone di speranza e quindi è un invito a sperare, a credere in se stessi per realizzare i propri sogni e per un futuro migliore. L'isola che non c'è - prosegue - è un concetto, l'utopia di Thomas More. Invece oggi quest'isola c'è. Nella mia canzone Nisida i versi recitano 'Nisida è un'isola e nessuno lo sa'. Da questo momento in poi lo sapranno tutti, sapranno che Nisida c'è, esiste, è un'isola non è un'utopia. E da Nisida - conclude - parte un impegno, una forza, un'impresa verso un futuro migliore per tutti quanti noi, poveri, ricchi, cattivi, buoni, stupidi, intelligenti".
   

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