Milano Cortina: la caduta degli dei, Malinin lacrime e ottavo posto
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Milano Cortina: la caduta degli dei, Malinin lacrime e ottavo posto

Sabato 14 febbraio 2026
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Il re del pattinaggio sbaglia, oro al kazako Shaidorov. 'La pressione ti travolge, è la maledizione dei Giochi'

Salti e cadute. Quella degli dei è andata in scena in un Forum di Assago tutto esaurito, perché Ilia Malinin la perfezione nel pattinaggio, il 21enne capace di stare sollevato a 80 centimetri da terra, il re dei salti quadrupli sul palcoscenico olimpico ha fatto flop. Rumoroso come il tonfo degli scivoloni per lui inediti e che hanno trasformato quella che doveva essere la sua notte magica in un incubo: la prova individuale del pattinaggio di figura per il campione dei campioni si chiude con un ottavo posto choc e le lacrime, lo sguardo perso nel vuoto di chi era arrivato con un margine tale sugli avversari da non avere dubbi sull'oro. Che invece nello stupore generale - in tribuna a fare il tifo anche la ginnasta Usa Simone Biles - incorona nuovo re il kazako Michail Shaidorov, l'outsider che con salti potenti e puliti approfitta del black out del superfavorito e si prende il trono olimpico: 198.64 il punteggio del libero per 291.58. Medaglia d'argento al giapponese Yuma Kajiyama a cui pure la tensione aveva giocato brutti scherzi: il peso dei cinque cerchi fa macchiare con una caduta anche il nipponico che ha nel suo staff Carolina Kostner.

Programma intenso, le note di Vincerò, ma chiude con un punteggio non nei suoi standard, ma basta per salire sul podio. Sorride anche l'altro nipponico Shun Sato, che aveva perso le speranze e che invece complice la peggiore prova di Malinin strappa un bronzo che fino alla sua esibizione sembrava perso.

Cadute tante, condizionano anche il francese Adam a cui il bell'omaggio all'Italia non basta e, arrivato a un passo dal podio dopo il corto in cui aveva celebrato Leonardo, rovina la prova da medaglie (e qui il tributo è a Michelangelo con le mani del Giudizio universale) con errori fin dall'avvio lo fa scivolare in settima posizione. Lo consola, forse, il fatto di essere davanti al campione che lasciava sempre il vuoto tra sé e il resto del mondo che pattina. E dietro Malinin si piazza l'azzurro Daniel Grassl, solo sedicesimo Matteo Rizzo. Qualcuno in questi giorni aveva definito l'americano 'arrogante, superbo' tanto aveva ostentato i salti perfetti in prova. Il marziano è fragile, finisce scomposto sul ghiaccio lui che su quel ghiaccio ha reinventato l'armonia delle linee, riscrivendo le leggi della fisica. Non a Milano, non ai suoi primi Giochi: un oro lo ha vinto con la squadra, questo era quello della consacrazione. E invece finisce in lacrime. 

   

"Mi sono allenato per tutti questi anni, ci sono arrivato, è passato tutto così in fretta. Non ho avuto il tempo di elaborare. La pressione delle Olimpiadi ti travolge. La gente dice che c'è una maledizione olimpica, che il favorito per la medaglia d'oro pattinerà sempre male ai Giochi: ed è quello che succede". Ilia Malinin è quasi sotto choc per la contro prestazione a Milano Cortina: il pattinatore Usa, candidato senza rivali per il titolo è finito ottavo dopo due errori grossolani. "La pressione è incredibile. Non è facile, ma sono comunque orgoglioso di essere riuscito ad arrivare al traguardo -ha detto dopo la gara - È quasi come se non fossi consapevole di dove mi trovassi nel programma. Di solito ho più tempo e una maggiore percezione di come stanno le cose, ma questa volta è passato tutto così in fretta. Mi sentivo bene e poi tutto mi è sfuggito di mano".

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