L'Italcricket sfida i maestri inglesi e punta su Kalugamage
Dopo l'impresa col Nepal uno scoglio più grande. Intanto continua il 'saliva ban'
L'Inghilterra attende minacciosa alle porte, ma l'Italia del cricket arriva all'appuntamento sulle ali dell'entusiasmo. Nel primo cammino mondiale della loro storia, gli azzurri hanno saputo ammortizzare la sconfitta all'esordio contro la Scozia, trovando una grande reazione contro il molto più quotato Nepal. Se fino a pochissimi anni fa pensare a una partecipazione al torneo iridato, giovedì al Wankhede Stadium di Mumbai, in India, gli azzurri del cricket hanno trovato addirittura il primo successo, con una gara di grande spessore segnata dalla prestazione da 'man of the match' di Crishan Kalugamage.
È lui il volto di quell'impresa, ma il suo vissuto personale è emblematico anche delle storie che stanno dietro a questa nazionale, dei sacrifici e delle rinunce che molti dei giocatori devono fare. Nato in Sri Lanka, nel 2007 si è trasferito a Lucca: aveva 15 anni, e per qualche tempo ha dovuto stare lontano dalla passione per il cricket, dato che in città non lo praticava nessuno. Poi la nascita di una squadra, e la fiamma che si riaccende. Da lì in poi per giocare si sposta tra Firenze, Genova e Roma, cercando - spesso senza successo - datori di lavoro disposti ad accettare un pizzaiolo che deve conciliare i suoi orari con l'altro mestiere, quello di lanciatore.
Di impieghi ne ha persi tanti, ma non la passione per il cricket, che ancora ogni fine settimana lo porta a prendere la macchina per guidare fino a Roma e ad allenarsi, e che adesso gli ha regalato il sogno di partecipare, con successo, a un mondiale. Certo, la prossima partita sarà improba: l'Inghilterra, nel girone, ha appena battuto una Scozia che aveva vinto senza troppi problemi contro gli azzurri. Ma l'Italia arriva senza niente da perdere, da squadra unita e consapevole che, finora, si è già spinta oltre ogni più rosea aspettativa.
Intanto, il gioco continua a mantenere anche in questa edizione dei mondiali T20 una regola molto controversa, che tanto ha fatto discutere negli ultimi anni. Nel maggio 2020, in piena pandemia, infatti, è stato temporaneamente vietato per evitare possibili contagi un trucco che storicamente i lanciatori utilizzavano per dare più effetto alla palla: usare la saliva per lucidarla e creare più swing.
Nel 2022 il divieto è diventato permanente - spingendo i lanciatori a usare piuttosto sudore delle mani, ma senza esiti analoghi - ma l'anno scorso la Indian Premier League, il campionato più importante e ricco al mondo, ha deciso di tornare al vecchio regolamento. Una scelta che però non è ancora stata adottata dall'International Cricket Council: anche nel torneo iridato il 'saliva ban' resta in vigore, per la gioia dei battitori che hanno un compito più facile e con i lanciatori che storcono il naso.
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