Da Mattarella in tram all'inchino a Brignone, cartoline da Milano Cortina
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Da Mattarella in tram all'inchino a Brignone, cartoline da Milano Cortina

Domenica 22 febbraio 2026
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Le immagini simbolo dei Giochi: il caso ucraino e McGrath che fugge nel bosco

Da Sergio Mattarella in tram al casco dell'ucraino Vladislav Heraskevych con gli atleti morti in guerra, dalla fuga di Lie McGrath dopo l'errore in slalom all'inchino a Federica Brignone. Sono alcuni dei momenti più iconici di Milano Cortina, 'cartoline' dai Giochi invernali entrate subito nell'immaginario collettivo e destinate ad accompagnare nella storia queste Olimpiadi.
    Ad aprire la speciale photogallery è il tram giallo n.26 che il presidente Mattarella utilizza per raggiungere San Siro. Il video cameo regala al pubblico un inedito Capo dello Stato, come inedita è l'accensione del doppio braciere, altro scatto ricordo di una serata indimenticabile. Stupore.
    Il primo oro non si scorda mai. Quello che ha dato inizio alla scorpacciata di medaglie dell'Italia ha il sorriso di Francesca Lollobrigida, mamma record sui 3.000 metri di pattinaggio di velocità per andare a festeggiare con il figlio Tommaso tra le braccia. Tenerezza.
    Il paginone centrale dell'album dei Giochi è tutto per Federica Brignone, le avversarie inginocchiate ai suoi piedi dopo il secondo oro, rispetto e reverenza per la sciatrice azzurra reduce da 10 mesi di stop. Ammirazione.
    Dalla tigre delle nevi alla tigre del ghiaccio, Stefania Constantini, sguardo sullo stone che scivola sul ghiaccio del curling e cattura il pubblico con la sua concentrazione.
    Magnetismo.
    Ognuno festeggia i propri successi, nello sport come nella vita, a modo proprio. Originale quello scelto dall'austriaco Karl Benjamin, che celebra l'oro nel Gigante parallelo dello snowboard mostrando i muscoli e petto nudo dopo essersi strappato maglia e pettorale. Esibizionismo.
    Una delle immagini più drammatiche di questi Giochi, e probabilmente anche l'ultima della sua lunga carriera sportiva, è invece quella di Lindsey Vonn che cade rovinosamente e si contorce sulla neve delle Tofane in attesa di essere portata via in elicottero. Dolore.
    Lasciano l'amaro in bocca anche le lacrime di Atle Lie McGrath, gigante norvegese che salta una porta dello slalom e va a disperarsi tra gli alberi a bordopista. Inconsolabile.
    Lacrime di coccodrillo invece quelle del norvegese Sturla Holm Laegreid, che conquista il bronzo nel biathlon e, anziché fare festa, confessa di aver tradito la compagna. Niente perdono.
    Di Ilia Malinin, con i perfetti backflip, resterà anche la delusione per l'ottavo posto, il padre accanto che si dispera con le mani tra i capelli senza degnarlo di uno sguardo.
    Impietoso.
    Nella carrellata anche il pattinatore Pietro Sighel che taglia il traguardo dello short track da 500 metri all'indietro, acrobatico (ci prende gusto e fa il bis), e persino quella di un cane lupo cecoslovacco sulla pista del fondo di Tesero.
    Imprevisto.
    Tra i down di Milano Cortina, infine, l'immagine del pilota ucraino di skeleton squalificato per il casco "non conforme al regolamento perché raffigura gli atleti ucraini uccisi dai russi durante la guerra. Ipocrisia. 
   

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