Galbiati e Lisci tecnici vincenti, orgoglio italiano in Spagna
Uno vince la Coppa di basket contro Barca e Real, l'altro batte le Merengues in Liga
Una nuova onda di allenatori italiani si abbatte sulle grandi di Spagna. Due squadre del Nord del Paese hanno sovvertito per un fine settimana le gerarchie dello sport iberico, una nella pallacanestro e una nel calcio, grazie a due tecnici entrambi al primo anno sulle rispettive panchine.
L'impresa di Paolo Galbiati con il suo Baskonia resterà nella bacheca del club di Vitoria-Gasteiz, dopo un uno-due micidiale che ha colpito e affondato prima il Barcellona e poi il Real Madrid per conquistare la Copa del Rey di basket. Quella di Alessio Lisci, invece, ha regalato all'Osasuna una vittoria che mancava da 15 anni contro le 'Merengues', che hanno perso anche la testa della Liga.
Le pagine dei quotidiani spagnoli celebrano soprattutto il primo. "Un allenatore con un'energia contagiosa e una personalità travolgente", secondo Marca, che "ha iniettato il suo ottimismo vitale a una squadra che andava a testa bassa in cerca di un'identità perduta", nelle parole del Paìs. Per Galbiati è la seconda coppa nazionale vinta in due anni, dopo quella conquistata sulla panchina di Trento nel 2025, annichilendo l'Olimpia Milano in finale. Per provare a diventare grande, assaggiando per la prima volta l'Eurolega, Galbiati ha dovuto però lasciare l'Italia. I primi mesi sono stati difficili ("Ho rischiato un paio di volte l'esonero", ha confessato), poi il tecnico di Vimercate è riuscito a trovare la quadra. Fino a diventare, adesso, il nuovo idolo italiano dei tifosi baschi, dopo che qualche fa lo era stato Achille Polonara, decisivo nello scudetto vinto nel 2020 e rimasto talmente affezionato alla città da chiamare la primogenita Vitoria.
Nel palazzetto di Valencia, che ospitava la Copa del Rey, e poi per le strade del capoluogo basco, c'è stato spazio quasi solo per il coro "Por la mañana café, por la tarde ron, Paolo Galbiati hazme campeón (La mattina caffè, il pomeriggio rum, Paolo Galbiati fammi campione)". E la soddisfazione è stata doppia: oltre ad aver fatto cadere in due sere di fila Barcellona e Real, nella finale contro i Blancos Galbiati ha superato l'allenatore italiano che ha scritto la storia della pallacanestro iberica, Sergio Scariolo.
Un po' come se Alessio Lisci, alla guida dell'Osasuna, si fosse ritrovato a battere un Real guidato ancora da Ancelotti; adesso c'è Arbeloa, ma questo, ovviamente, non toglie nulla a quanto il suo Osasuna ha fatto sabato sera. Una partita non solo di difesa, in cui i navarri hanno fatto esplodere lo stadio El Sadar al 90' con un gran gol di Raúl García. Una partita dopo cui il tecnico romano può guardare indietro con orgoglio al suo percorso, alle sue scelte eretiche. Classe '85, dopo una breve esperienza con i pulcini della Lazio ha scelto di formarsi alla scuola per allenatori di Valencia mentre, per vivere, vendeva cibo e vini italiano ai ristoranti. Poi, nel 2011, l'invio di un curriculum a tutte le squadre spagnole, accolto dal Levante che gli ha affidato la squadra di Under 11.
Da lì una lunga trafila, che ha portato Lisci adesso a quattro punti dalla qualificazione in Europa, e a infliggere sconfitte potenzialmente decisive per le sorti di un campionato.
Il suo coraggio è stato ricompensato, così come quello di Galbiati di ambire a qualcosa di più. E chissà che, dopo la generazione di Ancelotti e Scariolo, questa nuova onda di allenatori italiani non sia destinata a riscrivere le sorti dello sport spagnolo.
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