Il Bodo che vince contro il senso comune, il preparatore: 'Stop al campionato toglie stress'
I segreti degli algoritmi e del mental coach. Vio: 'non giocare tre mesi aiuta se...'
"Contro il senso comune". Il Bodo Glimt che elimina l'Inter sorprende non solo per l'immagine di Davide che sconfigge Golia, ma anche perchè - sottolinea The Athletic - il campionato norvegese e' fermo da novembre. "Non gioca in campionato, aveva più energie", ha detto dei norvegesi Chivu, contravvenendo alla convinzione tutta italiana che nei periodi di fermo il nostro calcio non possa andare in forma. L'eliminazione dell'Inter, per mano del Bodo Glimt, conferma comunque come la Norvegia sia ormai la bestia nera dell'Italia.
Ma per spiegare l'uscita dei nerazzurri dalla Champions non basta la questione fisica perché stare fermi per un lungo periodo, come capitato ai norvegesi dove in questo momento il campionato non si gioca "non è un vantaggio" in se'. "E' vero che sono riposati, ma ti manca l'agonismo della partita. Il vero vantaggio è non avere lo stress del campionato. E poi il Bodo Glimt è una squadra forte, giocavano come giocavamo noi qualche tempo fa. In questo momento il calcio norvegese, come dimostra la Nazionale, ha qualcosa in più di quello italiano" spiega, al telefono con l'ANSA, il preparatore atletico Valter Vio, un passato con Cesare Prandelli al Valencia ed Al-Nasr e alla Lazio con Delio Rossi, tra le altre. Tra i segreti del Bodo, emerge anche altro: il lavoro di un mental coach che è stato pilota di aerei, Bjorn Mannsverk, e che ha portato tra i giocatori l'uso dell''anello', mettersi in circolo per discutere cosa non è andato esattamente come i piloti che per garantire la sicurezza in volo si confrontano immediatamente al minimo errore. Oppure, la ricerca via algoritmo di giocatori non a suon di milioni ma col 'fattore X', ovvero con una specifica qualità tecnica o fisica, per poi ritagliare lo spazio giusto in squadra. Di fatto, poi, lo stop da novembre a marzo ha fatto bene al Bodo, che ha cominciato a vincere in Champions proprio dalla fine dello scorso campionato.
"Per recuperare completamente da una partita - prosegue Vio - ci vogliono almeno 72 ore. Forse il Bodo era più riposato dell'Inter ma è il campionato che ti porta via qualcosa non tanto a livello fisico, quanto emotivo perché c'è uno stress maggiore. I norvegesi, come dimostrano anche le Olimpiadi, perché fanno tanto sport, a livello di resistenza sono dei maestri e fanno allenamenti importanti" prosegue Vio. Un gap, quindi, non tanto fisico quanto mentale a causa di ritmi sempre più elevati, uno stress maggiore e poco tempo per recuperare. Un calcio nuovo al quale le squadre italiane sembrano far fatica ad adattarsi anche per l'approccio metodologico diverso che richiedono i tempi moderni. "Prima si potevano fare preparazioni più lunghe, le prime partite si facevano a fine agosto e non a metà mese come adesso. Si potevano fare carichi importanti per fare poi, durante la stagione, aumentare l'intensità. Adesso, con il fatto che si iniziano subito a fare partite importanti non si può più proporre un allenamento 'alla Zeman'. Prima c'era più tempo per diluire i carichi, le prime partite di Coppa Italia, ad esempio, erano più morbide. Giocare ogni tre giorni si paga. A livello fisico i parametri fisici rimangono simili, ma è a livello di concentrazione che si perde", conclude.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA