Serie A: Milan-Inter in campo domenica alle 20.45 DIRETTA
Maignan carica il Milan, 'derby, tutta questione di adrenalina'
Milan-Inter in campo domenica alle 20.45 DIRETTA
L'Inter si avvicina al derby con il Milan affidandosi al suo talento più giovane in attacco. Senza Lautaro Martinez, Cristian Chivu è pronto a puntare su Francesco Pio Esposito come riferimento offensivo nella sfida di domenica sera, una gara che pesa nella corsa scudetto e che per il centravanti cresciuto nel vivaio nerazzurro può rappresentare un'altra tappa simbolica di una stagione già ricca di prime volte. Per Esposito, infatti, il 2025-26 è stato finora l'anno delle prime volte con la maglia dell'Inter.
Al Mondiale per Club è arrivato il primo gol in nerazzurro contro il River Plate, seguito dalla prima rete in Serie A contro il Cagliari. Poi la prima volta con la nazionale maggiore, a segno contro l'Estonia, e anche il primo gol in Champions League, realizzato contro l'Union Saint-Gilloise. C'è stata anche la prima volta in un grande big match: la rete del momentaneo 2-1 contro la Juventus, che lo ha reso il secondo italiano più giovane nella storia dell'Inter a segnare ai bianconeri dopo Mario Balotelli. Segnare nel derby, però, avrebbe un significato ancora diverso. Esposito ha già lasciato il segno nella stracittadina a livello Primavera nella stagione 2022-23, quando era allenato proprio da Chivu: assist per il gol decisivo all'andata e rete nel 2-2 del ritorno. Farlo tra i grandi, davanti a San Siro, rappresenterebbe un'altra dimensione.
Maignan carica il Milan: 'Derby, tutta questione di adrenalina'
"Hai lavorato tutta la settimana, hai lavorato tutta la vita per essere qua. Ti basta sentire lo stadio, ti basta sentire l'allenatore, tutto cambia nella tua testa e poi vai. E' tutta una questione di adrenalina": è il derby di Milano raccontato da chi, come portiere, il derby lo può decidere. Mike Maignan in un video pubblicato sui social del club rossonero carica l'ambiente a tre giorni dalla partita più importante della stagione del Milan. Novanta minuti che decideranno l'umore dei tifosi per mesi, ma che soprattutto possono decidere la corsa scudetto. Maignan sa quanto è importante questo derby, conosce quel brivido che San Siro tutto esaurito regala e la bolgia dello stadio quando si affrontano i cugini.
"Già il mister ci carica e già sei tu carico - racconta il portiere rossonero - arrivi e vedi i tuoi tifosi e poi anche quelli avversari che ti fischiano. Non hai paura, ma c'è l'adrenalina di prendere a palla e andare". Nessun timore. Ma l'emozione dello sport. E Maignan sa come mantenere il controllo e i nervi saldi anche nei momenti più delicati come in occasione della parata sul rigore di Calhanoglu nel match d'andata, coinciso con l'ultima sconfitta dei nerazzurri in campionato. Sono pochissimi i dubbi di formazione di Massimiliano Allegri per la sfida di domenica sera. C'era in dubbio Bartesaghi per il risentimento al flessore destro rimediato nei minuti finali di Cremona, ma l'esterno dovrebbe farcela a essere tra i convocati anche se, per il momento, sembra più probabile una sua panchina in favore della presenza di Estupinan tra i titolari tanto che oggi Bartesaghi ha svolto lavoro personalizzato.
E nell'undici scelto da Allegri dovrebbe esserci anche Pulisic al fianco di Leao, anche se per molti l'ipotesi Nkunku non è da scartare. Sicuramente, inamovibili, a centrocampo Modric e Rabiot. La coppia d'esperienza che mette tranquillità a tutta la squadra, detta tempi, imposta il gioco e sprona il gruppo alla reazione quando necessario o alla calma se la frenesia prende il sopravvento. Il Milan ha bisogno di loro e i due veterani stanno facendo la differenza. Ma entrambi, abituati a vincere, vogliono fare la differenza. "Con Allegri c'è l'ambizione di fare bene - racconta Rabiot in un'intervista a Undici - di dare tutto, di allenarsi al 100% e di giocare ogni partita come se fosse l'ultima. Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l'ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l'obiettivo più bello nella carriera di un calciatore".
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