Sorrento, un ex barbiere gestiva la ?concorsopoli?: «Quiz in cambio di soldi»
Quando il sindaco di Sorrento aveva bisogno di incontrare l?uomo chiave delle tangenti, usava un linguaggio in codice. E gli diceva: «Devo fare una spuntatina ai capelli prima del...
Quando il sindaco di Sorrento aveva bisogno di incontrare l’uomo chiave delle tangenti, usava un linguaggio in codice. E gli diceva: «Devo fare una spuntatina ai capelli prima del viaggio in Giappone, ci possiamo vedere in una stanza di hotel?». Linguaggio criptico, secondo la Finanza, per nascondere mazzette. Linguaggio usato dall’ormai ex sindaco Massimo Coppola nei confronti del suo quasi omonimo Giovanni Coppola, un indagato che merita un capitolo a parte: è nato a Vico Equense, ha 86 anni e faceva in passato l’acconciatore di capelli. Faceva il barbiere, anche se negli ultimi anni si sarebbe distinto come trait d’union tra il Comune di Sorrento e alcuni soggetti interessati a piazzare figli e cognati nei concorsi pubblici: una mediazione - scrivono i pm - grazie ai suoi rapporti con «diversi politici di caratura provinciale e regionale (viene fatto anche il nome di una esponente politica, che non risulta indagata, ndr)». È sempre a carico dell’ottantaseienne ex barbiere di Sorrento che pende una richiesta di arresto in cella, che si discuterà di qui a pochi giorni, nel corso dell’inchiesta condotta dalla Procura di Torre Annunziata guidata dal capo Nunzio Fragliasso. Non solo appalti, non solo tangenti, non solo combine per il restart del Teatro Tasso (quello delle giornate internazionali del cinema), per le panchine della cittadina famosa nel mondo per la sua costiera o per lo stadio di Sorrento. Già, lo stadio: un appalto da sei milioni per il quale viene chiesta una tantente da 600mila euro, che spinge un imprenditore a protestare così: «Guarda che non faccio il narcos...».