Dipartimento Sud, Romano al vertice: «Continuità con il lavoro per la Zes»
Anticipazioni confermate, è Giuseppe ?Giosy? Romano il primo Capo del Dipartimento per il Sud che assorbirà la Struttura di Missione della Zes unica e sarà anche...
Anticipazioni confermate, è Giuseppe “Giosy” Romano il primo Capo del Dipartimento per il Sud che assorbirà la Struttura di Missione della Zes unica e sarà anche il braccio operativo delle politiche per il Sud affidate al coordinamento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega al Sud, Luigi Sbarra. È stato quest’ultimo nella serata di ieri a dare l’annuncio: «La nomina avviene in piena continuità con il lavoro svolto nella Struttura di missione Zes, presso la quale l’avvocato Romano ricopriva l’incarico di Coordinatore», si legge in una nota.
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Sbarra esprime soddisfazione «per l’avvio del nuovo Dipartimento per il Sud, una struttura stabile, in grado di garantire l’attuazione delle funzioni di indirizzo politico, di continuità amministrativa, programmazione e coordinamento strategico delle politiche per il Sud». Lo stesso sottosegretario sottolinea quanto il Dipartimento sia in fondo «la naturale evoluzione di un’esperienza di successo quale è stata la Struttura di missione Zes: ne valorizza i risultati conseguiti, le competenze maturate e ne promuove le ulteriori iniziative. Sono certo che l’avvocato Romano proseguirà con impegno e competenza l’importante attività amministrativa svolta finora».
Lo scenario
Nell’aria, come detto, la nomina del giurista napoletano, 58 anni, già sindaco di Brusciano e presidente dell’Anci della Campania, dal 2015 alla guida del Consorzio Asi della provincia di Napoli. Era la soluzione più logica, il riconoscimento meritato ad un professionista scrupoloso, lucido e competente che sin dal suo insediamento al vertice della Zes unica, nell’agosto del 2024, ha permesso a questo strumento di raccogliere consensi e interesse dentro e fuori l’Italia, diventando la migliore opportunità per l’attrazione degli investimenti al Sud.
È anche grazie alla Zes unica che il Mezzogiorno ha potuto consolidare la sua crescita offrendo un modello soprattutto in termini di semplificazione amministrativa senza precedenti. Non è un caso che la Zona economica speciale unica ha finito per attirare la curiosità e soprattutto l’interesse anche del Centro-Nord, al punto che il Governo – come confermato alla Camera dalla premier Giorgia Meloni – ha deciso di estenderne l’utilizzo a tutto il Paese, limitatamente alla parte della sburocratizzazione (l’autorizzazione unica).
Il futuro
E sarà quasi certamente lo stesso Romano ad occuparsene: nel senso che toccherà molto probabilmente al Dipartimento per il Sud fare da terminale anche per le istanze presentate dalle imprese del Centro-Nord grazie ad una norma che verrà quanto prima emanata da Palazzo Chigi. Gli investimenti al Sud avranno ancora il sostegno assicurato dal Credito d’imposta, prorogato per il prossimo triennio e diventato dunque strutturale, a riprova della credibilità della Zes in chiave meridionale.
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Di sicuro è significativa la circostanza che un’esperienza maturata finora tutta nel Mezzogiorno (solo da quest’anno alla Zes unica sono state aggregate anche Umbria e Marche) sia stata “esportata” anche al resto del Paese, sulla scorta di risultati e di metodologie operative basati su trasparenza, efficienza amministrativa e competenza. Il Sud che indica la strada per accrescere gli investimenti a tutta Italia mostrando “come si fa” è la vera novità di questi anni, voluta dall’allora ministro Raffaele Fitto e diventata appunto un modello del quale anche in Europa si parla con sempre maggiore attenzione.