Famiglia nel bosco, tre ore di test per i bambini. Nonna e zia sono ripartite per l'Australia
Il Mattino

Famiglia nel bosco, tre ore di test per i bambini. Nonna e zia sono ripartite per l'Australia

Sabato 18 aprile 2026
7 visualizzazioni

Lo sconforto di Catherine e il racconto dei bambini della famiglia nel bosco «spenti e sofferenti» nel giorno in cui sono iniziate le operazioni peritali sui tre minori, figli della...

Lo sconforto di Catherine e il racconto dei bambini della famiglia nel bosco «spenti e sofferenti» nel giorno in cui sono iniziate le operazioni peritali sui tre minori, figli della coppia anglo-australiana alla quale il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale.

APPROFONDIMENTI

Le perizie sui bimbi

LA GIORNATA 

La psicologa Valentina Garrapetta, collaboratrice della ctu Simona Ceccoli incaricata dal tribunale, ha somministrato i test psicologici. Si è recata nella casa famiglia di Vasto che ospita i bimbi da circa cinque mesi poco prima delle nove, avviando una fase decisiva dell’istruttoria, durata circa tre ore. Presenti anche Martina Aiello, consulente di parte della famiglia, l’avvocata Danila Solinas e un interprete. Nel pomeriggio ha raggiunto la struttura anche la ctu Ceccoli per un incontro conoscitivo di osservazione. L’obiettivo della perizia è valutare in modo approfondito e multidimensionale le condizioni attuali dei bambini. Dal contesto di vita quotidiano allo sviluppo cognitivo, fino alla sfera psico-affettiva e alle principali figure di riferimento che li accompagnano in questa fase particolarmente delicata della loro crescita.

Si tratta di una valutazione centrale per orientare le future decisioni dell’autorità giudiziaria, chiamata a stabilire quale sia la soluzione più adeguata a tutelare l’interesse superiore dei minori, principio cardine in materia di diritto di famiglia. «Esprimo molte perplessità sulla perizia e sulla sua qualità nella componente testologica – afferma il consulente di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi. – Ovviamente dettaglieremo tutto questo nelle sedi opportune. La perizia si trascina e, benché le attività peritali dovrebbero essere terminate, i tempi per l’elaborazione sembrano ancora lunghi. Purtroppo debbo registrare lo sconforto di Catherine, alla quale continuano ad essere attribuite intenzioni che non ha. L’accusa di utilizzare in modo strumentale i propri figli, addirittura a fini commerciali, oltre che ad essere un’opinione di nessun rilievo tecnico, non può che essere vissuta come un insulto e dimostra poca conoscenza della personalità di Catherine. L’amore di Catherine per i propri figli è genuino: oggi Catherine paga il prezzo di una ostilità da parte del sistema. Tutto questo non c’entra nulla con i rilievi fatti dal tribunale nella ordinanza del prelievo. Continuo a confidare nel buon senso, ma come può sentirsi una persona che si sente insultata dalle istituzioni?». 

In discussione la scelta editoriale di Catherine. Il prossimo 5 maggio uscirà infatti in libreria il suo libro, “La nostra vita libera”, pubblicato da Solferino. Una decisione che è stata oggetto di una dura valutazione da parte della tutrice dei minori, Maria Luisa Palladino, in una relazione depositata agli atti del procedimento. «Tale condotta, posta in essere nonostante la sospensione della responsabilità genitoriale, configura una grave e persistente esposizione mediatica dei minori per finalità estranee al loro interesse e la trasformazione della vicenda in un prodotto editoriale e commerciale – scrive Palladino –. Il dolersi di presunte violazioni della riservatezza da parte dei genitori perde ogni credibilità». Nella giornata di ieri sono rientrati in Australia i familiari di Catherine, la sorella Rachael e la madre Pauline, arrivate in Italia nei mesi scorsi per sostenere la famiglia. Si attende anche un altro passaggio fondamentale sul piano giudiziario. Quello di martedì prossimo alla Corte d’Appello dell’Aquila, che dovrà pronunciarsi sul reclamo depositato dai difensori di Nathan e Catherine, con cui chiedono il ricongiungimento del nucleo familiare.
 

Condividi questo articolo