Morto a 13 anni per un diabete non individuato: condanna confermata ai sanitari
Il Mattino

Morto a 13 anni per un diabete non individuato: condanna confermata ai sanitari

Sabato 18 aprile 2026
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Il giovanissimo Alessandro Farina morì a causa della tardiva diagnosi del diabete di tipo 1 e, quindi, dal grave errore delle successive cure. A mettere la parola fine alla travagliata...

Il giovanissimo Alessandro Farina morì a causa della tardiva diagnosi del diabete di tipo 1 e, quindi, dal grave errore delle successive cure. A mettere la parola fine alla travagliata vicenda giudiziaria sono stati i giudici della Corte di Cassazione che hanno confermato la responsabilità dei sanitari dell'azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona che ebbero in cura il piccolo paziente.

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La ricostruzione

Il 13enne fu condotto al pronto soccorso dell'ospedale di Salerno il 23 dicembre 2017 con sintomi, secondo le accuse confermate nei vari gradi di giudizio con la condanna della dottoressa che visitò il bambino al pronto soccorso e del medico in servizio presso l'unità di pediatria, «chiaramente evocativi di una crisi metabolica, erroneamente inquadrata come una reazione allergica». Il 13enne, quindi, fu dimesso per poi essere nuovamente ricoverato d'urgenza il giorno di Natale a seguito di una crisi iperglicemica: una condizione grave, ma ancora reversibile «se si fossero adottate correttamente le linee guida di riferimento sul trattamento del diabete e sulle procedure di reidratazione, invece gravemente e colposamente disattese», morendo un paio di giorni dopo.

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E la Corte di Cassazione ha definitivamente confermato le responsabilità: «È stata una battaglia lunga e difficile, con tre gradi di giudizio e molto combattuta, ma alla fine giustizia è stata fatta. La Cassazione ha confermato che si è trattato di un caso di malasanità e che vi fu una tardiva diagnosi della malattia, il diabete genetico, e che i protocolli che furono utilizzati successivamente sono stati del tutto inadeguati», ha commentato l'avvocato Federico Conte che ha assistito la famiglia del piccolo paziente deceduto.

E continua: «Oggi Alessandro avrebbe 22 anni e ancora mi commuovo al pensiero. Che riposi in pace. Il processo ha rappresentato per la famiglia di Alessandro un momento molto difficile, lungo, travagliato e la soddisfazione che resta è di aver accertato la verità su quanto accaduto».

L'avvocato Conte ritiene la sentenza «importante in quanto riguarda un fatto drammatico che è espressione anche di un fenomeno molto diffuso come la malattia diabetica nei giovani italiani che ha percentuali di diffusione molto alte» tanto che il legislatore con la legge 130 del 2023, proprio ispirandosi al caso del piccolo Alessandro, ha stabilito come obbligatorio nel triage di pronto soccorso per i bambini fino a 15 anni l'esecuzione di uno screening sul sangue per individuare la predisposizione alla celiachia e al diabete di tipo 1 (diabete genetico).

Le parole

E la mamma della giovanissima vittima, Tiziana Morra, ha aggiunto: «È una pagina di giustizia che non cancella il dolore, che resta immenso e quotidiano. Nulla potrà restituirci nostro figlio, ma oggi sentiamo che il suo sacrificio non è stato dimenticato. Abbiamo affrontato anni durissimi, sostenuti solo dalla ricerca della verità e questa decisione rappresenta per noi un riconoscimento importante».

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Nel giudizio era costituito parte civile anche lo zio del piccolo paziente deceduto, Francesco Morra sindaco di Pellezzano che ha seguito in prima persona tutte le fasi investigative e processuali: «La sentenza della Cassazione chiude un percorso lungo e difficile, ma impone ora all'ospedale salernitano una presa di posizione chiara e netta perché quanto accaduto è grave e non può restare senza conseguenze. C'è bisogno di rispetto e, dopo la giustizia, provvedimenti sui medici. Per Alessandro, per la sua memoria e per il dolore che la nostra famiglia vive ogni giorno. Questa sentenza mette un punto definitivo alla vicenda giudiziaria, ma apre una responsabilità precisa anche sul piano istituzionale ed organizzativo. Oggi chiediamo, nel rispetto delle garanzie di tutti, atti concreti affinché tragedie come questa non si ripetano mai più».

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