Napoli-Lazio 0-2, Conte: «Le parole di De Laurentiis sul futuro? Non rispondo in pubblico»
Da Lazio a Lazio. A distanza di 496 giorni dall'ultima volta, il Napoli di Antonio Conte torna a perdere al Maradona. E lo fa con una prestazione tra le peggiori della stagione. Gli unici...
Da Lazio a Lazio. A distanza di 496 giorni dall'ultima volta, il Napoli di Antonio Conte torna a perdere al Maradona. E lo fa con una prestazione tra le peggiori della stagione. Gli unici sprazzi di pericolosità sono arrivati con Alisson Santos nella ripresa. Ma questa volta, neanche il brasiliano è riuscito a cambiare la rotta di una partita che mai è sembrata tra le mani degli azzurri.
APPROFONDIMENTIQueste la parole di Antonio Conte dopo il fischio finale: «Non è stata una buona partita da parte nostra. Abbiamo messo poca qualità in mezzo al campo. La Lazio ci ha chiuso gli spazi e ripartiva. Abbiamo avuto la palla per il 70% del tempo e non siamo riusciti a fare un tiro in porta. Noi non siamo stati bravi a trovare gli spazi giusti. Il problema è che oggi la sensazione è che ci fosse veramente poca energia. Poi diventa difficile, perchè la qualità si abbassa e abbiamo preso dei gol in ripartenza. Anche sul rigore potevamo fare meglio. Magari non sono stato io a percepire questo malessere che si è sviluppato dopo Parma. In queste ultime partite dobbiamo cercare di fare più punti possibili. Ora bisogna completare il lavoro per la Champions. Abbiamo preso una bella legnata nei denti. Non dovessimo far tesoro di quello che è successo sarebbe grave. Bisogna capire perchè è successo».
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«Napoli è Napoli. Ma non è solo Napoli. Anche lo scorso anno a due mesi dalla fine del campionato si è iniziato a parlare di futuro. Delle volte dico delle volte e vengono fraintese. Io parto dal presupposto che più si sta zitti e meglio è è per tutti quanti. Poi dietro le quinte si possono fare mille cose. Ma in queste situazioni più siamo in silenzio e meglio è. Sono totalmente concentrato sul presente. Capisco che il mio nome serve per fare le trasmissioni. Le parole di De Laurentiis? Sono un suo problema.
Lui può dire quello che vuole. Non gli rispondo, se lo farò, sarà in privato. Senza sbandierare le cose in pubblico», ha poi detto il mister azzurro.Queste, invece, le parole di Antonio Conte in conferenza stampa: «Fin dall'inizio c'era poca energia in campo. Io parto dal presupposto che tutto parte sempre dalla testa. Forse ho sottovalutato la reazione dei ragazzi dopo il pareggio di Parma. Sapevamo benissimo che non dovevamo sbagliare. Il fatto di non essere riusciti domenica a Parma ci ha stroncato qualsiasi velleità. Anche se la matematica ci lasciava ancora in vita. Forse sarei dovuto motivare i miei ragazzi. Siamo stati molto sporchi e abbiamo commesso tantissimi errori. Abbiamo fatto fare alla Lazio la partita che volevano. Non siamo stati bravi a trovare le linee di gioco che avevamo preparato».
«Devo ringraziare le curve per il sostegno, che ci hanno sostenuto fino alla fine. Questi ragazzi meritano questo per l'annata che stiamo facendo. Ora bisogna resettare sapendo che c'è da conquistare la Champions tutti insieme. Le voci sul mio futuro hanno inciso? Sto vivendo il copia e incolla dello scorso anno. Quando parlano mi sembra di parlare in italiano, ma spesso strumentalizzato. Capitasse in Inghilterra lo capirei, ma qui parlo in italiano. Meglio che stiamo più zitti tutti. Diamo solo fiato alle trombe di chi voglio bene al Napoli. Poi ho letto delle cose in settimana. Perchè ci dobbiamo far male da soli? Dobbiamo avere rispetto nei confronti di chi ha fatto sognare questa città. C'è chi aiuta e chi distrugge. So che alla fine non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire».
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«Io non addosserei le colpe di questa sera alla difesa. Si attacca e si difende in 11, compreso Hojlund che è l'ultimo attaccante. Oggi eravamo tutti non pervenuti. Ho fatto il calciatore e ci sono delle giornate "no". Oggi abbiamo avuto la palla per il 70% del tempo. Potevamo attaccare per due giorni, non avremmo mai fatto gol. Non eravamo puliti, ma sporchi. Mancano 5 partite e per il club è troppo importante giocare la Champions», ha concluso Conte.