Napoli-Lazio 0-2, vietato mollare: c'è la Champions da difendere
Bisogna saper perdere. Questa la lezione che il Napoli di Antonio Conte dovrà imparare dal brutto pomeriggio di ieri al Maradona, quando a una Lazio poco sopra la sufficienza basta poco per...
Bisogna saper perdere. Questa la lezione che il Napoli di Antonio Conte dovrà imparare dal brutto pomeriggio di ieri al Maradona, quando a una Lazio poco sopra la sufficienza basta poco per saccheggiare uno stadio che non veniva violato in campionato addirittura da 496 giorni.
Anche quella volta (destino?) furono i biancocelesti a banchettare sul prato di Fuorigrotta, ma il Napoli seppe consolarsi alla grande perché dopo quel ko iniziò navigare a vele spiegate verso la vittoria del quarto scudetto. Stavolta no. Stavolta è tutto più brutto, soprattutto per le prospettive che da qui alla fine della stagione sono limitate al salvaguardare un posto tra le prime quattro con vista sulla prossima edizione della Champions League. Ma dicevamo della sconfitta. Perché ci sono sconfitte e sconfitte.
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E quella di ieri rientra di diritto in quelle della categoria horror. E non tanto per l’ennesimo gol incassato all’alba della partita (quello di Cancellieri al 6’ è il settimo stagionale arrivato nei primi 10 minuti) e nemmeno per le oramai consuete sviste difensive di un rivedibile Buongiorno. Il dato preoccupante è quello che si legge alla voce “tiri in porta” allo scoccare del 90’: zero.
Il Napoli andato sotto a inizio partita non è mai riuscito a mettere pressione alla Lazio, non ha mai calciato nello specchio della porta e il 21enne portierino Motta lascia il campo con i guanti ancora immacolati. A questo punto sorgono i dubbi sempre più forti sull’utilizzo dei Fab Four schierati ancora una volta dall’inizio da Conte e bocciati dopo appena 45’ quando don Antonio lascia nello spogliatoio De Bruyne e Anguissa per inserire benzina fresca con Alisson ed Elmas. Il brasiliano non è che spacchi il mondo, ma almeno ci prova. Innanzitutto ha pensieri veloci e gambe supersoniche che gli permettono di provare sempre a puntare l’uomo e creare superiorità numerica. Stavolta il colpo che fa saltare il banco non arriva e l’impressione preoccupante è quella di un Napoli già in vacanza con la testa. Ma il campionato non è ancora finito.
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Mancano ancora 5 partite e il ko del Como contro il Sassuolo non deve far mollare gli ormeggi agli azzurri che devono conquistare assolutamente un pass per la prossima edizione di Champions. L’impressione è che lo stop di Parma e la fine del sogno “rincorsa scudetto” abbia avuto un contraccolpo psicologico fortissimo sulla squadra, nonostante la presenza in panchina di un decano come Conte e quella in campo di campionissimi come De Bruyne. La difesa va registrata (Milinkovic che para il quarto rigore stagionale non basta) perché di sicuro con questo approccio sarà dura tenere il passo delle altre concorrenti per i posti Champions. Serve una sterzata decisa. Ma soprattutto servono i tiri in porta, perché senza quelli di sicuro non si possono vincere le partite.