Mezzogiorno, il governo pronto a rendere strutturali i bonus per l?occupazione
Il Mattino

Mezzogiorno, il governo pronto a rendere strutturali i bonus per l?occupazione

Domenica 19 aprile 2026
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Due bonus per l?occupazione da rendere strutturali, soprattutto in chiave Sud (oggi, con il Milleproroghe, arrivano entrambi fino al 30 aprile prossimo). Verificando, nel contempo, se con...

Due bonus per l’occupazione da rendere strutturali, soprattutto in chiave Sud (oggi, con il Milleproroghe, arrivano entrambi fino al 30 aprile prossimo).

Verificando, nel contempo, se con ulteriori coperture lo sgravio contributivo fissato a 650 euro mensili per tutti e due possa essere incrementato (magari anche solo per uno di essi). Se ne sta parlando da giorni al Governo, segnatamente tra i ministeri del Lavoro, delle Finanze e delle Politiche di coesione (con il contributo attivo del coordinatore politico del Dipartimento per il Sud, il sottosegretario Luigi Sbarra) in vista del decreto Lavoro atteso per l’1 maggio, come ormai da tradizione (sarebbe il terzo in 4 anni).

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Le misure

I due incentivi hanno un unico obiettivo, la crescita dell’occupazione, con una corsia preferenziale per il Mezzogiorno: quello per i giovani under 35 prevede attualmente un esonero di 500 euro mensili che sale però a 650 euro per i giovani del Sud. E 650 euro è anche il tetto dello sgravio per gli over 35, disoccupati da almeno 2 anni, assunti da imprese che operano nella Zes unica, comprendente tutte le regioni meridionali più Umbria e Marche. Rendere strutturali i due bonus sembra già una delle priorità del Decreto alla luce anche del positivo impatto delle misure (nel 2025, secondo dati Inps, in tutta Italia sono stati 105.855 i rapporti di lavoro incentivati per gli under 35, +41,8% rispetto all’anno precedente; e 68.234 i contratti incentivati per le donne, +3,7% su base annua). I nodi da sciogliere riguarderebbero la percentuale dello sgravio spettante ad ogni nuovo ingresso (il calcolo oscilla tra il 70% e il 100%) e, soprattutto la copertura finanziaria: l’idea di accrescere a 750 euro almeno il tetto per il bonus occupazione Zes sarebbe sul tavolo, a conferma dell’attenzione sempre più prioritaria del Governo verso la Zona economica speciale Sud, ma bisognerà ovviamente verificarne la percorribilità.

La strategia 

Ieri non a caso la premier Giorgia Meloni, intervenendo all’assemblea nazionale di Federalberghi, ha ribadito che la Zes «ha consentito a territori meravigliosi, che però non venivano messi in condizioni di competere ad armi pari, di liberare il loro potenziale anche nel turismo, per offrire una ricettività che fosse all’altezza delle aspettative». La conferma dai numeri: «Nel Sud, in ambito turistico, sono state rilasciate fino a oggi oltre 110 autorizzazioni nella Zes unica per un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro con ricadute occupazionali per oltre 3.300 nuovi posti di lavoro. Il meccanismo funziona ed è anche la ragione per la quale - ha confermato Meloni - noi stiamo ragionando di estendere alcuni meccanismi della Zona Economica Speciale, particolarmente per quello che riguarda il tema delle semplificazioni dell’autorizzazione unica, a tutto il territorio nazionale».

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Si ipotizza un decreto ad hoc per le prossime settimane. Di sicuro, osserva Sbarra intervenendo ad un incontro Confapi in Calabria, «la Zes Unica ha rappresentato nel Mezzogiorno un vero e proprio strumento di politica industriale che ha favorito l’attrazione degli investimenti, con 10 miliardi di stanziamenti per il periodo 2024-2028. Un’esperienza così efficace da diventare un modello per l’intera Nazione. La Zes Mezzogiorno diventa una strategia strutturale per rafforzare la capacità di attrazione delle imprese». Nessun timore che questa scelta possa in qualche modo frenare l’attrattività dello strumento per il Sud: «Non verranno sottratte risorse al Mezzogiorno – dice Sbarra – perché il credito d'imposta sugli investimenti resta riservato alle regioni meridionali, così come gli incentivi maggiorati per l’occupazione, le risorse per ammodernare sotto il profilo infrastrutturale aree industriali, produttive e artigianali mantenendo questo fondamentale fattore di competitività». A quest’ultimo obiettivo sono destinati i 300 milioni sbloccati dal sottosegretario nelle scorse settimane.

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