Clemente Mastella: «Senza i moderati il centrosinistra non vince»
Il Mattino

Clemente Mastella: «Senza i moderati il centrosinistra non vince»

Domenica 19 aprile 2026
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Primarie o non primarie (che non vuole), Clemente Mastella osserva: «Senza un centro, come era la Margherita, il centrosinistra non vince». Poi sulle primarie: «Sono contrario: a...

Primarie o non primarie (che non vuole), Clemente Mastella osserva: «Senza un centro, come era la Margherita, il centrosinistra non vince». Poi sulle primarie: «Sono contrario: a me interessa battere il centrodestra alle politiche. E, si badi bene, la partita non è facile: non è che, vinto il referendum, in automatico, abbiamo automaticamente in tasca anche le politiche». Perché non si candida alla guida del Campo largo? «È un’inutile zuffa per questo sono contrario ma se serve non ho problemi. Nel 2005 scesi in campo anche se era chiaro che avrebbe vinto Romano Prodi e sarebbe diventato il leader dell’Unione». Il sindaco di Benevento interviene a «Verso il Centro», iniziativa per raggruppare tutte le sigle di centro. E pesare ovviamente. A promuovere l’incontro Gaspare Saturno, presidente di Liberi per l’Italia, che spiega: «Oggi (ieri, ndr) nasce un patto federativo per recuperare le anime democratiche cristiane e una grande fetta di astensionismo che sta caratterizzando la partecipazione politica in tutta Italia. Non è - aggiunge - un’operazione nostalgica ma al contrario vogliamo essere protagonisti del cambiamento di una politica sempre più latitante nei territori, federandoci in un grande partito di centro. Questo è l’ultimo treno e non vogliamo farcelo scappare».

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Il caso  

«Il centro è la tessera indispensabile del disegno del Campo largo che senza non sussiste, non è. Ma il centro, che esiste nella storia, nella geografia e nell’identità politica italiana, attende solo di essere riconfigurato. Occorre - spiega l’ex ministro della Giustizia nel suo intervento prima di annunciare un tour di radicamento in tutto il Sud - riattivare un’offerta politica. Ma bisogna parlare ai cuori determinando un dialogo senza complessi con una sinistra a volte algida e troppo ideologizzata, spesso attratta da rigurgiti giustizialisti, dossieristici, pruriginosi o radicalismi di piazza che alimentano la marginalizzazione dei moderati che consegniamo nella migliore delle ipotesi all’apatia dell’astensionismo».

Il progetto

Per Mastella non si parla di «un centro asettico» ma di un progetto organico con un programma chiaro: che guardi «alle classi medie impoverite, con salari modesti, impantanate nella stagnazione economica e terrorizzate dalle supertecnologie robotiche, che hanno ripiegato nell’astensionismo e nell’apatia politica: è la maggioranza dei non votanti».

E il centro è l’unica forza che «può recuperare quest’elettorato solo con programmi concreti, parlando alle persone con proposte vere su - aggiunge - tre grandi assi portanti programmatici: salari con un piano fiscale sul recupero del potere d’cquisto e lotta al lavoro sottopagato, casa recuperando la lezione fanfaniana sull’edilizia popolare e sanità con l'abbattimento delle liste d’attesa e misure dedicate sugli organici in corsia». Il modello, ovviamente è la coalizione che guida Comune e Regione («Roberto Fico, lo dico da sempre, persona capace e garbata è il più democristiano dei 5 Stelle», aggiunge)

Manfredi 

Accanto il sindaco Gaetano Manfredi che con il suo intervento chiude la mattinata. «È assolutamente necessaria una forza centrista e moderata che bilanci lo schieramento», spiega il primo cittadino di Napoli che saluta «la nascita di una realtà di centro che copra il mondo moderato e riformista, arricchendo l’offerta politica nell’ambito del centrosinistra. Bisogna coagulare energie, idee e una visione che i nostri elettori ci chiedono. D’altronde siamo stati i primi a Napoli a creare un Campo largo che ha vinto con grande successo. E poi così anche in Regione». Per Manfredi formula è da replicare su scala nazionale: «Serve un’offerta politica che guardi ai bisogni della gente: il diritto alla casa, alla sicurezza ed a salari più alti».

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