Annega a 7 anni risucchiato nella piscina sotto gli occhi del papà, il viaggio alle terme era il suo regalo di compleanno
Il Mattino

Annega a 7 anni risucchiato nella piscina sotto gli occhi del papà, il viaggio alle terme era il suo regalo di compleanno

Domenica 19 aprile 2026
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Una vacanza per festeggiare il compleanno trasformata in tragedia, in uno dei luoghi termali simbolo del basso Lazio. Gabriele Ubaldo Petrucci solo giovedì aveva compiuto 7 anni: come...

Una vacanza per festeggiare il compleanno trasformata in tragedia, in uno dei luoghi termali simbolo del basso Lazio. Gabriele Ubaldo Petrucci solo giovedì aveva compiuto 7 anni: come regalo i genitori avevano prenotato quattro giorni di relax alle Terme Vescine, a Suio nel comune di Castelforte, al confine tra Lazio e Campania, per staccare dai ritmi frenetici di Roma, dove abitano.

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Ieri intorno alle 16 la tragedia. Il piccolo stava facendo il bagno in piscina quando è letteralmente sparito dalla vista dei genitori. Ad accorgersi che Gabriele era sott'acqua è stato il papà, che si è tuffato per soccorrere il figlio, praticandogli le manovre di rianimazione.

Annega sotto gli occhi del papà risucchiato nella vasca termale

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118, con ambulanza e auto medica, mentre è stata attivata anche l'eliambulanza, atterrata nei pressi del complesso. Anche i soccorritori hanno tentato a lungo di rianimare il bambino, ma ogni sforzo si è rivelato inutile: il velivolo predisposto per un eventuale trasferimento d'urgenza è ripartito vuoto.

Le indagini

Attorno alla morte del bambino si è subito aperto un fronte investigativo delicatissimo. I carabinieri di Formia intervenuti nella struttura hanno avviato gli accertamenti per ricostruire in modo puntuale la dinamica e capire che cosa sia successo in quei minuti decisivi.

Le ipotesi sono almeno due: un malore che potrebbe aver colpito il piccolo mentre era in acqua, o il possibile risucchio provocato da un bocchettone della piscina, che gli avrebbe impedito di risalire tempestivamente in superficie. È una pista, quest'ultima, che ha preso corpo tra gli investigatori, ma che dovrà essere verificata con rigore tecnico. Nessuna conclusione, al momento, può essere data per acquisita.

 

Sarà necessario esaminare l'impianto, verificare il funzionamento dei sistemi di aspirazione, acquisire documentazione, ascoltare testimoni e personale della struttura, oltre a ricostruire con precisione in quale punto della piscina si trovasse il bambino al momento della tragedia. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla vicenda. A coordinare l'inchiesta è il pubblico ministero Alfredo Mattei, mentre i militari dell'Arma sono impegnati nei rilievi e negli accertamenti tecnici.

La salma del piccolo è all'istituto di medicina legale di Cassino, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Per le terme Vescino il 2026 rappresentava un anno simbolico: il cinquantesimo anniversario dell'attività, per il quale erano previsti a giugno importanti celebrazioni. A inaugurarlo nel 1976 fu dell'allora ministro al bilancio Giulio Andreotti, insieme ad altre autorità.

«L'albergo è una struttura di eccellenza, penso che le autorizzazioni e tutte le misure di sicurezza fossero al posto giusto», ha detto il sindaco di Castel Forte Angelo Felice Pompeo, rimasto per tutto il pomeriggio nella struttura di Suio e parlando di «tragedia che non si aspettava nessuno».

I precedenti

La tragedia di ieri arriva a due settimane da quella di Matteo Brandimarti, 12 anni, morto dopo essere rimasto incastrato nel tubo di aspirazione di una piscina idromassaggio a Pennabilli, nel Riminese, il 5 aprile scorso. Nel 2023, alle Terme di Cretone, vicino Roma, Stephan, 8 anni, morì risucchiato dallo scarico di una vasca termale. Nel 2018, a Sperlonga, la tredicenne Sara Francesca Basso perse la vita dopo essere stata trascinata verso il fondo da un bocchettone della piscina di un hotel. Episodi diversi, ma uniti da un tratto comune: il rischio invisibile nascosto in ambienti che dovrebbero essere controllati.

Il contesto resta quello di un fenomeno che, nonostante il miglioramento degli standard di sicurezza rispetto al passato, continua a produrre numeri significativi. Secondo il Rapporto 2026 del Ministero della Salute, realizzato con il coordinamento dell'Istituto Superiore di Sanità, nel biennio 2024-2025 si sono registrati 604 decessi per annegamento in Italia (263 nel 2024 e 341 nel 2025). Il 23% riguarda bambini e giovani fino a 24 anni.

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