Intervista Francesco Favo: «Le stazioni? Un museo ora il ministero ci aiuti»
«Le stazioni della metro a Napoli sono un vero e proprio museo, e vanno trattate come un museo». Parte da qui il discorso del direttore generale e amministratore delegato di Anm,...
«Le stazioni della metro a Napoli sono un vero e proprio museo, e vanno trattate come un museo». Parte da qui il discorso del direttore generale e amministratore delegato di Anm, Francesco Favo. Il Mattino, intervistandolo, continua la campagna di stampa iniziata nei giorni scorsi sullo stato, talvolta degradato, dei tesori delle fermate partenopee. Le stazioni fiori all’occhiello della città «necessitano di più risorse - prosegue Favo - Il ministero della Cultura ci aiuti: nella nostra metro c’è più arte che in tante città italiane. Oltre 300 opere tra Linea 1 e Linea 6, la più grande collezione di arte pubblica d’Italia e non solo».
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Anm come sta operando per riqualificare il metrò dell’arte?
«Lavoriamo alacremente sulle stazioni dell’arte. Ma occorrono più risorse. Abbiamo un ufficio interno con storici dell’arte qualificati che operano su questo tema, affiancati, per gli interventi conservativi, dalla Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e da start-up di restauratori professionisti. Quello della metro è un vero e proprio museo distribuito. Perciò, le ribadisco, meriteremmo fondi del Mic e della Regione. Con l’Accademia abbiamo realizzato negli anni più di 40 cantieri-scuola di restauro, e investiamo sempre più, di anno in anno. Ma il problema riguarda la manutenzione straordinaria».
In che senso?
«Per manutenzione straordinaria intendo i lavori radicali di riesecuzione di alcune opere che hanno presentato gravi problematiche legate al progetto originario (come i Wall Drawings di LeWitt a Materdei), o anche per le opere con componenti tecnologiche. Per queste operazioni ci serve un aiuto economico».
Si può quantificare l’aiuto di cui avete bisogno?
«Il tempo passa e il bene invecchia. Abbiamo stimato che, per i restauri, dunque per la manutenzione straordinaria, occorrano 4 milioni da spalmare eventualmente negli anni. Ad esempio, l’opera della Rovner in piazza Municipio - al momento nella disponibilità di Metropolitana Spa - ha proiettori molto particolari. E per ripararla serve una spesa elevata. Insomma, per la manutenzione straordinaria, che come avete scritto è urgente, servirebbero circa 200mila euro per ognuna delle 20 stazioni dell’arte».
Quanto spendete di manutenzione ordinaria?
«Mediamente, per le 20 stazioni dell’arte tra linea 1 e linea 6 spendiamo 450mila euro ogni 12 mesi: soldi utilizzati per eventuali cambi di materiali e pulizie. Gli interventi dell’Accademia di Belle Arti sono di grande pregio, ma pesano poco, in termini economici, intorno ai 50mila euro annui. Le opere della metro spesso sono state consegnate senza contratti di manutenzione. A regime servirebbero 400mila euro per l’ordinaria e un milione all’anno per 4 anni per i restauri straordinari. Sulle circa 300 opere quasi tutte richiedono una spesa».
Molte fermate sono vandalizzate. Sulla sicurezza si può fare qualcosa?
«Se il Comune mi darà l’ok, aggiungeremo un nucleo di ispettori agli agenti di stazione».
Chiudiamo sul servizio: quali sono i prossimi passi per efficientare il trasporto?
«Stiamo aspettando l’affidamento in house, che ci garantirà una maggiore produzione di servizi. Si tratta di un nuovo contratto tra Comune e azienda, che comporterà migliori monitoraggi sulla disponibilità di mezzi e una maggiore implementazione dell’esercizio. La frequenza dei treni si alzerà nei prossimi anni. A regime, entro il ’27 avremo tra i 14 e i 16 treni in servizio sulla Linea 1. Oggi ce ne sono tra 10 e 11. Entro fine anno arriveremo a 12. Passerà un treno ogni 6-8 minuti entro il 2027. Ovvio che con l’aumentare delle stazioni, servono più treni per mantenere la stessa frequenza. A breve andrò a Pistoia a vedere a che punto è la lavorazione del primo dei nuovi treni della Linea 6. Speriamo di iniziare le prove di omologazione entro fine ottobre-inizio novembre, come detto dall’assessore Cosenza».