Rapina in banca al Vomero: il via libera ai tre banditi da un basista all'interno
Il Mattino

Rapina in banca al Vomero: il via libera ai tre banditi da un basista all'interno

Lunedì 20 aprile 2026
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È molto più di una semplice suggestione, è una pista che viene presa in considerazione da chi indaga sulla rapina alla filiale Credit Agricole di piazza Medaglie...

È molto più di una semplice suggestione, è una pista che viene presa in considerazione da chi indaga sulla rapina alla filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli. Di fronte a un colpo che ha catalizzato l’attenzione mediatica di mezzo mondo, e mentre prosegue la caccia ai banditi, non si può (né si deve) escludere nulla.

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Per questo i carabinieri del comando provinciale guidato dal generale Biagio Storniolo non escludono, ed anzi cercano di capire anche grazie alle immagini della videosorveglianza esterna e interna alla banca, chi fosse presente nei paraggi ma soprattutto nei locali dell’istituto di credito. 

L'ipotesi

È possibile immaginare, dunque, che negli istanti immediatamente precedenti alla irruzione dei tre banditi entrati per la porta principale ci fosse uno o più complici che avrebbero fornito loro il via libera per l’irruzione? Non sembra una domanda peregrina.

E se venisse confermata - come pare sia un dato già acquisito - l’ipotesi che i malviventi non hanno potuto agire “al buio”, ma sostenuti dalle indicazioni puntuali di un basista che molte cose conosceva sui luoghi e sui movimenti interni alla banca, si potrebbe ipotizzare che lo stesso basista - o comunque un complice che fungeva da “palo” - fosse presente al momento del colpo. Quando è scattata l’operazione che giovedì intorno alle 14 ha portato alla liberazione degli ostaggi, tutti coloro che hanno guadagnato l’uscita di fortuna praticata da un vetro blindato sono stati identificati e ascoltati dai militari. Verifiche ancora in corso. 

La precisazione

Intanto dall’Area relazioni esterne di Credit Agricole arrivano importanti precisazioni, anche tecniche, su quanto accaduto a Napoli giovedì mattina. Le cassette di sicurezza sono impostate «su livelli concentrici di protezione, da attacchi esterni (il caveau blindato) e da adeguate procedure per il corretto accesso di chi ne ha diritto (cassette individuali con doppia chiave)». Il caveau - spiega Luigi Altavilla, responsabile Sicurezza di Crédit Agricole Italia - dispone di pareti in cemento armato con acciaio, porta corazzata certificata, sistemi antiperforazione, antitaglio, antitermite, con sistemi di allarme nel caso ci siano tentativi di attacco di questa fattispecie. Questo è il vero sistema di sicurezza anti-intrusione.

«Sistemi - spiega Altavilla - che hanno funzionato alla perfezione, giovedì scorso: alle 12,07 hanno fatto ingresso i tre uomini mascherati dall’ingresso principale, dando un minuto dopo il via libera ai complici che erano nel cunicolo scavato sotto il caveau. Il foro nel pavimento è stato fatto istantaneamente con un martelletto pneumatico che ha rotto la pavimentazione soprastante. Dal sottosuolo sono spuntate altre sei persone, tutte vestite con tute bianche, mascherine e lucine da speleologo sulla fronte: il loro ingresso è stato documentato dalle telecamere di sorveglianza che dopo una decina di secondi sono state oscurate. Ma la cosa più importante è che alle 12,08 è scattato subito l’allarme alla centrale della “Control room” di Parma, che ha trasmesso immediatamente l’allarme alle forze dell’ordine». 

L'assedio

Immediato l’arrivo dei carabinieri, neanche dieci minuti dopo che era scattato l’Sos. Credit Agricole precisa anche che la porta blindata del caveau è temporizzata per evitare l’apertura in orario notturno e fuori dall’operatività bancaria; il doppio controllo chiave cliente-chiave banca garantisce l’autenticazione dell’accesso del cliente, non la resistenza meccanica della cassetta stessa. Ed ancora: «la sicurezza aggiuntiva - spiega ancora Altavilla - in questi casi è garantita dai sistemi di allarme di varia tipologia, non solo volumetrici per la rilevazione della presenza di persone, ma anche dai sensori sismici e microfoni i che scattano nel momento in cui già è tentata la violazione del perimetro della filiale o del caveau. Questi sensori, attivi anche a filiale aperta, sono monitorati “h24” dalla Control Room Sicurezza della banca e nel caso di specie sono regolarmente scattati».

«Il sistema complessivo di sicurezza della banca - conclude Altavilla - ha quindi consentito di minimizzare gli impatti di un evento criminale molto complesso e scrupolosamente organizzato, permettendo un intervento rapido che ha limitato significativamente la durata dell’azione criminosa, contribuito alla più adeguata salvaguardia delle persone prese in ostaggio, e i danni conseguenti». Anche se le immagini mostrano oltre cento cassette trafugate, quelle che effettivamente sono state razziate sono una quarantina.

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