Pnrr, sprint bonifiche: in Campania 60 milioni per 15 emergenze
Con un linguaggio piuttosto tecnico vengono definiti ?siti orfani?. In pratica sono veri e propri bubboni ambientali che da tempo ammorbano il territorio nazionale, ovvero aree...
Con un linguaggio piuttosto tecnico vengono definiti “siti orfani”. In pratica sono veri e propri bubboni ambientali che da tempo ammorbano il territorio nazionale, ovvero aree inquinate per le quali il responsabile non è individuabile o non provvede alla bonifica.
La pubblica amministrazione diventa così responsabile del ripristino ambientale della zona. Grazie ai fondi del Pnrr, nel 2021 al ministero dell’Ambiente erano stati assegnati 500 milioni di euro. Oggi lo stesso ministero - il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 14 aprile - modifica il piano d’azione, rimodulando il costo degli interventi sul suolo italiano, che ora assomma a poco più di 470 milioni rispetto ai 500 precedenti. Ma distribuiti diversamente: meno bonifiche che rimangono soltanto sulle carte dei progetti e più lavori terminati e certificati. L’obiettivo è rientrare nel target, che si intende raggiunto quando «almeno il 70% della somma di tutte le superfici di suolo dei siti orfani, individuati nel piano d'azione, è stata riqualificata e certificata secondo le modalità previste».
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La revisione
Alla base della svolta il fatto che alcuni soggetti attuatori degli interventi hanno segnalato l’esigenza di aggiornare le informazioni contenute nel piano d’azione, anche in considerazione della necessità di stralciare o rimodulare gli interventi previsti. Alcune Regioni hanno comunicato una diversa superficie del suolo interessata dagli interventi, anche in conseguenza dell’eliminazione o della sostituzione di siti orfani indicati nel piano. Alla luce dei limiti temporali previsti dal Pnrr, i soggetti attuatori sono stati invitati a individuare eventuali criticità per il raggiungimento del target, per stralciare o rimodulare l’estensione degli interventi.
In Campania, dopo la rimodulazione, le risorse Pnrr copriranno i costi degli interventi per quasi 60 milioni di euro (59.775.000). Sono rimasti ancora quindici i “siti orfani” da bonificare: sette sono in provincia di Caserta, cinque in provincia di Napoli, tre in provincia di Salerno. Nell’elenco del ministero, in ordine di priorità il primo intervento (2947 metri quadri, 2 milioni e mezzo di euro) riguarda l’ex deposito fitofarmaci Agrimonda a Mariglianella, con la messa in sicurezza permanente di suoli e falda. Segue la messa in sicurezza permanente di suoli e falda del secondo lotto della famigerata discarica di Masseria del Pozzo a Giugliano (75mila mq, 6 milioni e 500mila euro). Intervento sulla sicurezza dei suoli anche a Roccarainola, nella cava in località Difesa (60mila mq, 12 milioni di euro), L’intervento di messa in sicurezza permanente di suoli e falda e riqualificazione dei suoli è previsto nelle discariche comunali di Polledrara a Cellole (6493 mq, 3milioni e 300mila euro), di Cafaro Difesa a Perdifumo (1100 mq, 1 milione e 500mila euro) e di Renella a Falciano del Massico (6757 mq, 3 milioni e 500mila euro), oltre che in quelle di Salto a Bracigliano (6132 mq, 3 milioni e mezzo), di San Felice a Pietravairano (2947 mq, 2 milioni e 357.600 euro), di San Giorgio a Orta di Atella (4092 mq, 3 milioni e 273.600 euro), e nell’ex discarica comunale di Varco del Caprio a Sant’Angelo a Fasanella (1100 mq, 1 milione e 500mila euro).
Intervento di bonifica anche in due ex mattatoi comunali, a San Nicola la Strada (2587 mq, 2 milioni e mezzo) e a Santa Maria Capua Vetere (4057 mq, 3 milioni) e a Santa Maria la Fossa, nel sito in località Sant’Antonio (11.925 mq, 2 milioni). Nell’area Apreamare di Torre Annunziata l’intervento (108506 metri quadri, 3 milioni e 543.800 euro il costo previsto) riguarderà invece «caratterizzazione integrativa, eventuale analisi di rischio, realizzazione di messa in sicurezza permanente, bonifica suolo e falda». Nella cava di Cupa Viola a Ercolano (175692 mila mq, 9 milioni di euro) saranno realizzati «caratterizzazione, analisi di rischio ove necessaria, rimozione rifiuti, messa in sicurezza permanente e bonifica dei suoli».
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L'impegno
Meno risorse ma la possibilità più concreta di centrare gli obiettivi entro le scadenze: potrebbe suonare come un paradosso ma non lo è. «Non è un ridimensionamento, ma un rafforzamento dell’attuazione - dice il viceministro dell’Ambiente Vannia Gava - meno interventi sulla carta e più cantieri conclusi. La rimodulazione delle risorse va esattamente in questa direzione».
La revisione del Piano d’azione sui siti orfani, prosegue Gava, «è una scelta di responsabilità e di concretezza. Abbiamo lavorato con Regioni e Province autonome per aggiornare i dati, correggere le incongruenze emerse e concentrare le risorse su interventi realmente realizzabili entro le scadenze del Pnrr. Il chiarimento condiviso con la Commissione europea sul target - basato sul rilascio delle certificazioni di avvenuta bonifica per almeno il 70 per cento del suolo dei siti - ci consente oggi di misurare in modo più trasparente ed efficace i risultati. L’obiettivo è semplice: rispettare gli impegni e restituire ai cittadini territori bonificati, sicuri e pienamente fruibili».