Comunali in Campania, intesa Fdi-Fi. La Lega: «No a forzature»
Il Mattino

Comunali in Campania, intesa Fdi-Fi. La Lega: «No a forzature»

Martedì 21 aprile 2026
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Il clima è sicuramente molto più sereno dopo settimane di gelo. E l?accordo raggiunto domenica è comunque destinato a reggere nei suoi elementi principali, a partire dal...

Il clima è sicuramente molto più sereno dopo settimane di gelo. E l’accordo raggiunto domenica è comunque destinato a reggere nei suoi elementi principali, a partire dal voto a Salerno. Ma in casa centrodestra non mancano i distinguo. Soprattutto dalla Lega. Ma non solo. Anche il coordinamento cittadino di FdI a Napoli si fa sentire. Tema del dibattito è il cosiddetto “accordo di Salerno” siglato domenica dal viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli per Fratelli d’Italia e dal leader regionale Fulvio Martusciello per Forza Italia.

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Un confronto che ha permesso di trovare l’intesa per le due principali partite delle prossime amministrative: Salerno e Avellino. Fi converge sul nome di FdI Gherardo Marenghi a Salerno, i meloniani sosterranno Laura Nargi, voluta dagli azzurri. Una stretta di mano che accelera anche il percorso che porterà Gennaro Sangiuliano a diventare capo dell’opposizione in Consiglio regionale, superando il «no» posto fino ad ora da Forza Italia. L’intesa salernitana ha confermato anche le altre indicazioni di massima su cui i coordinatori regionali si erano accordati in un vertice lo scorso 31 gennaio a Napoli: Caserta alla Lega, Benevento a FdI e a Napoli a Fi. E proprio sul capoluogo sono nati i distinguo.

Il caso

Il nodo è scoppiato nella serata di ieri, qualche ora dopo la pubblicazione del documento “unitario”. L’intesa finale era stata sottoscritta da Martusciello, Antonio Iannone (commissario regionale di FdI) e Luigi Casciello (numero uno campano di Noi Moderati). Per la Lega la firma è quella di Aurelio Tommasetti, delegato dal coordinatore regionale Zinzi per trattare della vicenda salernitana. E in serata Zinzi precisa: «Non accettiamo che vengano attribuite alla Lega decisioni che non sono state assunte nelle sedi competenti. Le scelte politiche si costruiscono con metodo e rispetto reciproco, non con forzature e fughe in avanti». Ed ecco il nodo Napoli: «Sono valutazioni di carattere nazionale.

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La questione sarà affrontata nei livelli competenti, senza sovrapposizioni improprie». E Cirielli chiarisce proprio questo: «A Napoli, in base all’accordo siglato dai coordinatori regionali qualche mese fa, la responsabilità di indicare il candidato è di Forza Italia. Fermo restando che la decisione finale, come sempre per i capoluoghi di Regione, spetterà ai leader nazionali». Anche Casciello, per Noi Moderati, fa appello all’unità: «Prevalga il buon senso, rispettiamo l’accordo sottoscritto e andiamo avanti uniti. Non è il momento delle bandierine».

Le voci

Ma anche dal territorio arrivano voci contrastanti. Enzo Rivellini, commissario cittadino della Lega, ringrazia Zinzi: «Sulle elezioni comunali di Napoli non esiste nessun accordo». E attacca parlando di «teatrino goffo per coprire tensioni interne», dice riferendosi a Fi. E pure in casa Fratelli d’Italia va registrata la posizione del coordinamento cittadino che in una nota non nasconde disappunto: «Non possiamo tacere il nostro forte disaccordo rispetto alle decisioni assunte su Napoli senza un adeguato coinvolgimento della struttura cittadina. Apprendere di accordi già chiusi sulla candidatura a sindaco e sulla spartizione delle presidenze delle Municipalità, senza una consultazione con chi rappresenta quotidianamente il centrodestra sul territorio, è un errore tattico e di metodo. Rivendichiamo il diritto e il dovere di essere coinvolti». Il numero uno cittadino Marco Nonno, infine, ricorda che «le scelte strategiche sulle grandi città vengono tradizionalmente ratificate a Roma alla presenza dei leader nazionali. Napoli - la chiosa - non è una pedina di scambio».

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