Provincia di Salerno, De Luca lancia Parente alla presidenza: «Riequilibrio tra territori»
Il Mattino

Provincia di Salerno, De Luca lancia Parente alla presidenza: «Riequilibrio tra territori»

Martedì 21 aprile 2026
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Palazzo Sant?Agostino, scatta la corsa per la presidenza. Una nuova sfida di secondo livello che, fra pesi ricalcolati, ridisegnerà gli equilibri della Provincia. A lanciare...

Palazzo Sant’Agostino, scatta la corsa per la presidenza. Una nuova sfida di secondo livello che, fra pesi ricalcolati, ridisegnerà gli equilibri della Provincia. A lanciare ufficialmente la corsa di Geppino Parente è il segretario regionale del Pd Piero De Luca, che ieri dal quartier generale di via Manzo, sede storica del partito, insieme al segretario provinciale Giovanni Coscia, ha tirato la volata al candidato del centrosinistra. «Quella di Geppino Parente è una candidatura autorevole - dice il segretario dem - siamo molto soddisfatti del lavoro politico che è stato fatto all’interno del partito democratico e insieme a tutte le forze della coalizione progressista di centrosinistra, è una candidatura radicata che avrà l’obiettivo di portare avanti importanti progetti di investimento che sono in corso su viabilità, aeroporto, masterplan Sud, per 300 milioni di euro».

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Un’investitura che sposta il baricentro della competizione sui temi del territorio e dell’esperienza, in una campagna elettorale destinata a rimanere sotto traccia, fra il silenzio operoso di Parente, e i toni più forti di Pasquale Aliberti, il sindaco di Scafati, consigliere provinciale uscente, candidato unitario del centrodestra che prova a scardinare l’assetto a colpi di slogan e comizi nelle piazze. Dalla Piana del Sele a Sapri, con gli amministratori del basso Cilento e del Golfo di Policastro, Aliberti è da qualche settimana impegnato in un lungo tour sul territorio «da nord a sud, dalle aree interne alla costa incontrando tanti amministratori non solo di centrodestra, ma anche civici che vogliono lavorare per il bene delle proprie comunità».

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Non risparmia stilettate il sindaco di Scafati: «la Provincia non può diventare un luogo da occupare per distribuire poltrone - scrive sui social - deve tornare ad essere una casa aperta, al servizio di tutti, capace di ascoltare gli amministratori e rispondere ai problemi, senza logiche di sudditanza». Dopo l’uscita di scena di Enzo Napoli gli amministratori salernitani tornano al voto a distanza di un anno per rieleggere il nuovo presidente. Che questa volta dovrebbe durare in carica fino a fine mandato. Lo assicura il candidato di centrosinistra Parente sgomberando definitivamente il campo dai dubbi circa la durata, in caso di elezione, della sua presidenza. «C’è un progetto politico condiviso da un campo largo e da amministratori anche in parte di centrodestra che stanno manifestando in questi giorni l’adesione. Perché dovrebbe essere a tempo? Non siamo né yogurt e né latte» ironizza rispetto all’ipotesi ventilata da più parti di un mandato “a scadenza” in vista del rinnovo del consiglio comunale di Salerno e dell’elezione del nuovo sindaco.

«Queste sono invenzioni - replica a muso duro Parente - di cui parla chi non riesce a fare una proposta politica adeguata». E sulla sua discesa in campo: «Il compito che avremo come area vasta è quello di fare sistema, se vogliamo che nasca una comunità salernitana. La scelta del centrosinistra di chiamare me - prosegue - in rappresentanza di un comune piccolo è la volontà di tenere insieme, di avere una visione unitaria del territorio provinciale. C’è stata una difficoltà relazionale negli anni - conclude - che però dobbiamo portare a sintesi, questo è il compito che abbiamo assunto».

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Con il Comune di Salerno fuori dai giochi per via delle amministrative del 24 maggio, determinanti per l’elezione del presidente saranno i voti degli amministratori dell’area Nord dove i voti avranno un peso ancora maggiore perché moltiplicati per un indice di ponderazione più elevato per via del ricalcolo degli indici di ponderazione previsto dal sistema elettorale della riforma Delrio. Che potrebbe spostare drasticamente l’asse politico della Provincia verso gli altri territori, i cui voti “peseranno” di più nel calcolo finale per compensare l’assenza della popolazione del comune non votante.

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