Infiltrazioni mafiose, sciolti i Comuni di Pagani e Arienzo: stop alle elezioni
Il Mattino

Infiltrazioni mafiose, sciolti i Comuni di Pagani e Arienzo: stop alle elezioni

Mercoledì 22 aprile 2026
7 visualizzazioni

Niente elezioni. Se ne riparlerà - salvo ulteriori proroghe - almeno tra diciotto mesi. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell?Interno Matteo Piantedosi, ha deciso...

Niente elezioni. Se ne riparlerà - salvo ulteriori proroghe - almeno tra diciotto mesi. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha deciso lo scioglimento per condizionamenti della criminalità organizzata dei comuni di Pagani (Salerno) e Arienzo (Caserta).

APPROFONDIMENTI Sorrento, elezioni o commissario? La città: «Serve chiarezza»Comune Caserta sciolto per camorra: «Ex sindaco e assessori incandidabili»Marano, il Tar chiede al Viminale gli atti sullo scioglimento del Comune

Arienzo

A quattro giorni dalla presentazione delle liste, per Giuseppe Guida si conclude il mandato da sindaco e sfuma la ricandidatura. La gestione del Comune sarà affidata a una commissione straordinaria per i prossimi diciotto mesi. L’ormai ex sindaco ha annunciato ricorso considerando la decisione «ingiusta per un’intera comunità - dice - Non accetto che venga gettata un’ombra sulla mia persona e sull’amministrazione senza fatti chiari e inequivocabili. Mi sono già attivato per presentare ricorso al Tar. Difenderò – ha detto ieri sera commentando a caldo la decisione del Viminale - la mia onorabilità e quella del Comune in tutte le sedi opportune, con determinazione e senza arretrare di un passo».

Avellino scede in piazza: «Sfidiamo la criminalità»

Guida, ex coordinatore provinciale di Forza Italia, fu arrestato il 9 settembre 2025 nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda che coinvolse 17 persone, tra cui l’ex consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro, accusate a vario titolo di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, istigazione alla corruzione, turbata libertà degli incanti, riciclaggio e autoriciclaggio. Secondo l’accusa Guida avrebbe revocato l’appalto per la raccolta rifiuti per favorire la ditta seconda classificata - la Czeta - ottenendo in cambio un pacchetto di preferenze alle elezioni provinciali. Il 18 settembre scors o il tribunale del Riesame annullò la misura cautelare ai domiciliari nei confronti dell’ex sindaco, quattro giorni dopo il prefetto di Caserta Lucia Volpe nominò la commissione d’accesso.

Pagani

Anche a Pagani il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale, recependo la relazione della Commissione di accesso inviata dalla prefettura di Salerno. Anche qui il provvedimento blocca le elezioni amministrative: sabato prossimo era la scadenza per la presentazione delle candidature. Gli ispettori prefettizi, presenti al municipio da giugno 2025 fino alla fine dello scorso anno, hanno esaminato atti e documenti, individuando una serie di attività sospette. Tutto nasce dalle indagini della Dda di Salerno, che aveva rilevato pericolosi intrecci tra esponenti della criminalità organizzata, dipendenti e funzionari comunali. Al centro della vicenda – con 14 arresti scattati nel novembre 2024 – ci sono presunte irregolarità negli appalti per lavori di pulizia e sanificazione affidati alla Pedema, azienda il cui titolare Alfonso Marrazzo è ritenuto vicino al gruppo criminale Fezza-De Vivo. Marrazzo era già stato condannato in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Le accuse della Dda di Salerno comprendono, a vario titolo, condizionamento elettorale mediante minaccia, falso, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e favoreggiamento. Secondo l'accusa, tra il 2021 e il 2022 la Pedema sarebbe stata favorita nell'ottenere affidamenti per lo spazzamento stradale, la gestione del cimitero e la sanificazione Covid, in violazione di regolamenti e procedure. Attraverso la cooperativa, il clan avrebbe tentato di infiltrarsi nel tessuto economico e amministrativo cittadino.

Scioglimento comune Caserta, Marino sospeso: nominati tre commissari

Il processo, ancora alle battute iniziali, vede in giudizio nove persone tra funzionari, ex dipendenti e lo stesso Marrazzo. Il sindaco Lello De Prisco e l'ex assessore Pietro Sessa erano stati inizialmente indagati: la posizione del primo è stata archiviata nel settembre scorso, mentre il secondo è stato prosciolto dal Gup per il reato di falso ideologico. È la terza volta che il consiglio comunale di Pagani viene sciolto per infiltrazioni camorristiche: anche nel 2012 accadde alla vigilia delle elezioni.

Condividi questo articolo