Vannacci inaugura sede a Napoli: «Solidale a Meloni per le offese. 25 aprile? Festeggio San Marco»
Il Mattino

Vannacci inaugura sede a Napoli: «Solidale a Meloni per le offese. 25 aprile? Festeggio San Marco»

Mercoledì 22 aprile 2026
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«Assolutamente solidarietà a Meloni, a chiunque viene offeso, non solo a Meloni. Sicuramente Meloni rappresenta la nostra istituzione come Presidente del Consiglio ma se le stesse...

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«Assolutamente solidarietà a Meloni, a chiunque viene offeso, non solo a Meloni. Sicuramente Meloni rappresenta la nostra istituzione come Presidente del Consiglio ma se le stesse offese e lo stesso turpiloquio fosse stato usato nei confronti di Schlein le avrei espresso comunque la mia solidarietà perché è inaccettabile un vocabolario di questo tipo soprattutto se rivolto a un rappresentante dello Stato e a una istituzione ma anche se rivolto al semplice cittadino». Lo ha detto il presidente di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, all'inaugurazione della sede dell'associazione a Napoli, a proposito delle offese riferite ieri alla presidente del Consiglio dal presentatore russo Solovyov. «Quella persona rappresenta solo se stesso non fa parte di una istituzione è un presentatore di una televisione quindi lo includo in quell’alveo», ha aggiunto Vannacci.

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«Il 25 aprile io festeggio San Marco, quando la Liberazione diventerà una festa unitaria che unisce tutti gli italiani, scenderemo in piazza tutti quanti» ha proseguito Vannacci.

Alla domanda dei cronisti se si sentisse «a casa» nel capoluogo campano, Vannacci ha spiegato: «Io mi sento a casa in tutta Italia, quindi non c'è differenza tra Napoli e il resto dell'Italia. Mi sento a casa a Napoli, a Salò, a Palermo, a Milano, a Udine, a Trieste, la più italiana delle città italiane». A chi gli domanda se Napoli e Salò siano uguali per lui, Vannacci ha risposto che "è' tutta Italia, pensa che siano due Stati diversi?".

«Non so chi ne abbia paura, io sicuramente no, ne parlo da tempo. La remigrazione vuol dire, al di là della narrativa e della retorica che qualcuno ha voluto costruire attorno a questo termine, ritornare nel paese d'origine» ha concluso Vannacci. «E' un processo - ha sottolineato - che è sempre stato in atto, è sotto osservazione da decenni, può essere volontaria, come accadde ai nostri genitori e nonni che sono partiti e poi sono tornati volontariamente dopo aver fatto fortuna. Può essere facilitata e ci sono dei programmi di ritorno per questo, e può essere coatta per quelle persone che o sono entrate illegalmente e quindi non hanno alcun titolo per rimanere qua, oppure offendono la nostra società, la nostra cultura, e quindi hanno ancora meno titolo. Oppure commettono dei reati, sono quelle culture che non sono compatibili con la nostra. Per esempio, chi vuole la sharia in Italia se ne può tornare al proprio Paese perché la sharia non è compatibile con il nostro ordinamento giuridico». 

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