Assegno unico, cambiano i requisiti: chi da oggi può fare domanda e cosa cambia
Il Mattino

Assegno unico, cambiano i requisiti: chi da oggi può fare domanda e cosa cambia

Mercoledì 22 aprile 2026
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Cambiano i requisiti per poter richiedere l'assegno unico. O, per la precisione, se ne aggiungono nuovi.  La platea degli aventi diritto al sussidio per i figli si estende infatti...

Cambiano i requisiti per poter richiedere l'assegno unico. O, per la precisione, se ne aggiungono nuovi. 

La platea degli aventi diritto al sussidio per i figli si estende infatti anche ai lavoratori degli Stati dell'Ue che non sono residenti in Italia, ma che nel nostro Paese lavorano, e ai figli a carico residenti in un altro Stato. 

APPROFONDIMENTI

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Assegno unico, i nuovi requisiti per i beneficiari

A decretarlo è la legge 20 aprile 2026, numero 50, pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 91 del 20 aprile che converte il decreto legge numero 19  di febbraio 2026.

Stando alle stime della relazione tecnica sull'ampliamento dell'Assegno Unico, saranno circa 50mila i nuovi figli beneficiari. Con una spesa aggiuntiva per lo Stato che parte da 20 milioni nel 2026 per salire poi progressivamente fino a 36 milioni a dal 2035.

I nuovi requisiti

Chi potra dunque fare richiesta dell'assegno unico? La nuova normativa prevede che possano farlo i lavoratori degli Stati membri dell’Unione europea non residenti in Italia, a patto che che abbiano un contratto di lavoro subordinato o di attività da lavoro autonomo con iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria secondo la legislazione italiana e che dunque versino effettivamente la  relativa contribuzione obbligatoria.

In aggiunta ai beneficiari si aggiungono coloro che, in possesso dei requisiti previsti, abbiano figli residenti in un altro Stato membro dell’Unione europea a carico  fiscalmente secondo la legislazione italiana.

Perché i requisiti sono stati estesi?

La nuova legge interviene a modificare il decreto legislativo 29 dicembre 2021 n. 230 che tra i beneficiari dell'Assegno Unico escludeva i lavoratori che non risiedono in Italia per almeno due anni o i cui figli non risiedono in Italia.

Il governo è stato costretto a intervenire con la modifica normativa per scongiurare una possibile condanna della Corte di giustizia dell'Ue, dopo che la Commissione europea avea deferito il nostro Paese nel 2024 (a seguito del reclamo inoltrato nel 2022 dalla Uil del Friuli-Venezia Giulia a tutela dei lavoratori frontalieri).

Secondo Bruxellex, infatti, i due anni di residenza richiesti per accedere al sostegno economico sarebbero una «discriminazione» che violerebbe «il diritto dell'Ue in materia di coordinamento della sicurezza sociale e di libera circolazione dei lavoratori».

Chi può chiedere l'assegno unico

A questo link tutte le informazioni Inps su chi può fare richiesta per il sussidio e le modalità di presentazione delle domande.

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