Scampia, sprint edilizia. Entro luglio 170 alloggi: «Qui la svolta possibile»
Cento giorni - forse qualcuno in più - e per 170 famiglie che abitavano nelle Vele di Scampia inizierà a concretizzarsi una nuova vita, più confortevole e in quartiere dove ci...
Cento giorni - forse qualcuno in più - e per 170 famiglie che abitavano nelle Vele di Scampia inizierà a concretizzarsi una nuova vita, più confortevole e in quartiere dove ci saranno più servizi. Cioè abitare in edifici di 5 piani con case “che hanno il cappotto termico” cioè non si disperde il calore, con impianti fotovoltaici sui tetti, comodità come metretature più ampie i doppi servizi e via dicendo. Infatti al posto dei mostri - sinonimo di Gomorra - sono ormai pronte 170 nuove case. Ad annunciarlo è il sindaco Gaetano Manfredi che ha fatto un sopralluogo assieme alla vicesindaca Laura Lieto sui cantieri. E su Instagram ha pubblicato un video dove si può vedere come le case siano ormai pronte all’uso, manca qualche dettaglio e nulla più. Cento giorni per la consegna degli edifici, ma - è bene sottolinearlo - per accedervi ne servirà qualcuno in più. A risiedere in questi edifici saranno le famiglie già censite due anni fa quando fu fatta la delibera comunale per i criteri di assegnazione delle case. In base al censimento è stata fatta una graduatoria tra i 170 per stabilire chi entra prima, e chi un po’ dopo perché la consegna vera e propria di tutte le case si ultimerà entro ottobre.
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«Alle Vele di Scampia, insieme agli abitanti del quartiere - dice il sindaco - stiamo portando avanti in modo concreto un progetto di rinascita. Entrare negli alloggi significa vedere interni già completati, ambienti luminosi, impianti funzionanti: segni chiari di un intervento che sta diventando realtà». Il cantiere, nell’ambito del progetto ReStart Scampia, non riguarda solo i nuovi alloggi, ma anche la realizzazione di asili nido, un centro civico e servizi. «Si sta realizzando una grande riqualificazione urbana - sottolinea Manfredi - è un grande cantiere in movimento per costruire speranza e futuro e realizzare ciò in cui crediamo: una nuova Scampia che rappresenta il futuro della città».
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Niente cattedrali nel deserto come è accaduto in mezzo secolo a Scampia con lo scempio che ne è venuto fuori in mezzo secolo. Ai piani terra sono previste attività commerciali con licenze comunali: ci saranno supermercati ma soprattutto commercio di vicinato e un “civic center” per i cosiddetti “servizi alla persona” la cui costruzione è già stata avviata L’edificio. Manfredi - fanno sapere dal Comune - «auspica investimenti che possono avere un risvolto sociale». Nella sostanza il sindaco sta corteggiando grandi marchi capaci di assumere gente del territorio e fare uscire Scampia da suo isolamento. Grandi marchi modello Feltrinelli per portare una libreria che manca da quelle parti e anche di altri settori come quello dell’abbigliamento. Il sogno del sindaco e del “comitato Vele” è inaugurare tutte e 170 case a ottobre alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che a Scampia già ci è stato in visita al complesso universitario della Federico II a novembre di tre anni fa.
A realizzare le nuove case è stato il Gruppo Piloda, impresa tutta napoletana di livello nazionale. Il Ceo è l’ingegnere Emanuele Di Palo. «Il sopralluogo del sindaco - spiga Di Paolo è stato un momento importante per verificare sul campo quanto si sta facendo. Mancano ornai delle rifiniture come portoncino e porte interne. Basta pensare che a maggio 2025 non c’era nulla e oggi sostanzialmente c’è quasi tutto. Ora stiamo lavorando sugli spazi esterni il vero cuore della rigenerazione urbana di questo quartiere dove nel corso dei avori abbiamo scoperto che ci abita la stragrande maggioranza di persone perbene». Di Palo è orgoglioso per un motivo preciso: «Noi lavoriamo in tutta Italia ma lavorare nella nostra città è stata l’occasione per fare qualcosa di grande per Napoli. Un fattore che anche le maestranze hanno sentito molto. E posso assicurare che hanno dato il massimo. E noi nasciamo restauratori abbiamo restaurato Palazzo Cellammare e Palazzo Maddaloni. Ma questo progetto di rigenerazione urbana è motivo di grande orgoglio per tutti quelli che ci stanno lavorando». La scommessa ora è dare a Scampia un’anima e funzioni urbane che significa servizi. Cioè non avere la necessità per fare la spesa di dovere prendere l’auto e andare in un altro quartiere e centri dove la gente possa parlarsi e incontrasi. «Case - conclude Di Palo - dove non ci sarà mai il degrado architettonico che abbiamo visto e dove non c’è degrado fisico non c’è nemmeno quello sociale».