Moscati, all?ex dg Pizzuti accusa di danno erariale: la Corte dei Conti chiede la restituzione di oltre 380mila euro
L?ex manager dell?Azienda ospedaliera Moscati di Avellino, Renato Pizzuti, sottoposto a giudizio di responsabilità dalla Corte dei Corti con l?accusa di danno erariale....
L’ex manager dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino, Renato Pizzuti, sottoposto a giudizio di responsabilità dalla Corte dei Corti con l’accusa di danno erariale. «Avrebbe agito con dolo, pretendendo un mese prima di lasciare l’incarico da manager del Moscati di Avellino, senza comunicare la variazione di volontà, il pagamento di tutto, compresi gli arretrati». In altri termini, il diggì, all’epoca già in quiescenza, avrebbe percepito sia la pensione sia l’indennità da manager. Contestato, per questo, un danno erariale da 382mila euro, ovvero la cifra più elevata quella che la Guardia di finanza di Napoli e i giudici della Corte dei Conti contestano all’ex manager del Moscati, che ha lasciato l’incarico a gennaio 2025 ed altri tre manager della sanità campana. Infatti Renato Pizzuti non è l’unico direttore ad essere finito nella rete dei controlli incrociati. Complessivamente viene contestato un danno erariale da 880mila 988 euro, con quattro inviti a dedurre notificati ad altrettanti ex direttori generali di Aziende sanitarie campane.
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Le indagini delegate dall’Autorità giudiziaria contabile, sono relative al periodo 2022-2025 e vedono coinvolti anche Giuseppe Longo, già direttore generale dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli (tra il 9 agosto 2022 e l'8 agosto 2025) a cui viene contestato un danno erariale di 171mila euro, Attilio Antonio Montano Bianchi, già direttore generale dell'Irccs Fondazione Pascale di Napoli (dal 12 ottobre 2016 al 12 ottobre 2024) a lui è contestato un danno erariale di quasi 134mila euro, e infine a Vincenzo D'Amato, già direttore generale dell'Ospedale universitario San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona di Salerno (dall'1 agosto 2023 all'8 agosto 2025), al quale viene contestato un danno erariale di oltre 193mila euro. In sostanza, ai quattro raggiunti dall’invito a dedurre viene contestato di aver percepito cumulativamente la pensione insieme al corrispettivo per l’incarico di direttore generale. Di fatto, stando alle accuse mosse nei loro confronti, avrebbero violato la norma che stabilisce che «tali incarichi manageriali devono essere svolti a titolo gratuito, qualora siano conferiti a soggetti in quiescenza».
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Ad avviso dei giudici contabili Pizzuti avrebbe tenuto «una condotta antigiuridica posta in essere con dolo - in quanto con coscienza e volontà piena della violazione del divieto normativo - finalizzata a incamerare, prima della cessazione dell’incarico, il trattamento retributivo, cumulandolo con quello della pensione». Il danno erariale contestato a Pizzuti «va ricondotto, nel rispetto del criterio del nesso di causalità materiale, secondo la regola del “più probabile che non”, alla condotta, di matrice dolosa». Ad avviso dei giudici contabili Pizzuti era stato informato della problematica connessa alla prosecuzione del rapporto a titolo oneroso, una volta collocato in quiescenza, nonché del pericolo di una grave elusione del divieto normativo. Infatti il 10 ottobre 2024, Pizzuti aveva deciso di sospendere l’erogazione del trattamento retributivo a titolo di direttore generale. Ma con una successiva nota pec inviata nel giugno 2025, indirizzata all’Ufficio trattamento economico dell’Azienda – sebbene non fosse pervenuto alcun riscontro allo specifico parere richiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e non fosse mutata la situazione di fatto e di diritto prospettata nella richiamata interrogazione a risposta scritta – ha chiesto il ripristino dello stipendio nonché delle somme maturate a far data dal 10 ottobre del 2024, con decorrenza dalla prima mensilità utile.
Ora i viceprocuratori generali Ferruccio Capalbo e Raffaella Miranda chiedono nell’invito a dedurre all’ex manager Pizzuti la restituzione, della somma, complessivamente pari ad 382mila 178,03 euro, costituente il danno erariale patito dal Moscati di Avellino. Gli ex direttori generali avranno 45 giorni per la presentazione di memorie difensive ed eventuale documentazione per dimostrare la correttezza del loro operato.