Vannacci al Centro direzionale: «Punto al Consiglio comunale»
Il Mattino

Vannacci al Centro direzionale: «Punto al Consiglio comunale»

Giovedì 23 aprile 2026
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«Fanno a gara con quelli di Firenze a chi è più maleducato. Ma noi non ci faremo intimorire assolutamente», incalza Roberto Vannacci, europarlamentare e leader, dopo aver...

«Fanno a gara con quelli di Firenze a chi è più maleducato. Ma noi non ci faremo intimorire assolutamente», incalza Roberto Vannacci, europarlamentare e leader, dopo aver abbandonato la Lega, di Futuro nazionale. Il riferimento è a chi, nella notte, prima dell’inaugurazione di ieri della nuova sede napoletana, ha imbrattato l’insegna del suo partito. Gesto rivendicato , con un comunicato, dagli attivisti del Laboratorio Insurgencia e della Rete No Kings.

APPROFONDIMENTI

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«Io mi sento a casa in tutta Italia», aggiunge Vannacci prima di annunciare come «Futuro nazionale certamente ci sarà sia per le politiche che per le amministrative a Napoli dell’anno prossimo». E aggiunge: «Intanto, portiamo avanti i nostri principi e i nostri valori, costruendo il partito, radicandoci in questa città e in questa regione, portando avanti i nostri principi, i nostri ideali, i nostri valori, con grande convinzione. In Campania e a Napoli ci sono amministratori locali che si sono uniti a noi, e ce ne saranno sempre di più, come in tutta Italia. Perché Futuro Nazionale è l’unica novità politica degli ultimi 15 anni». Intanto continua il lavoro dell’ex generale di rosicchiare voti al centrodestra, pescando nell’elettorato più conservatore. Non facendone affatto mistero: «Sembrerebbe quasi che il governo insegua Vannacci. È vero, perché Vannacci è la barra dritta di questa coalizione di centrodestra», aggiunge parlando in terza persona. E così con lo stesso canovaccio: «Vannacci è la destra vera, la destra autentica, la destra che non ha paura di definirsi destra».

LO SCONTRO

In mezzo ovviamente il tema che agita il dibattito in questi giorni: la remigrazione. «Al di là della narrativa e della retorica che qualcuno ha voluto costruire intorno a questo termine, remigrazione significa il ritorno nel paese d'origine, un processo che è sempre stato in atto, sotto osservazione da decenni», spiega Vannacci difendendo il provvedimento che il governo vuole introdurre. E spiega: «Può essere volontaria e penso ai nostri nonni partiti e poi tornati volontariamente dopo aver fatto fortuna; può essere facilitata, con dei programmi di ritorno e coatta per quelle persone che sono entrate illegalmente, e quindi non hanno alcun titolo per rimanere qua. O - aggiunge - sono di quelle culture che non sono compatibili con la nostra. Per esempio: chi vuole la Sharia se ne può tornare al proprio Paese».

E proprio il tema della remigrazione diventa terreno di scontro anche a Napoli. Domani pomeriggio infatti sarà presentata in città la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione dal comitato remigrazione e Riconquista, alla presenza anche di Luca Marsella, presidente del comitato e portavoce di CasaPound. Tra gli invitati il parlamentare della Lega Gianluca Cantalamessa e l’ex ministro Gennaro Sangiuliano. «Alla vigilia del 25 aprile, organizzare a Napoli una manifestazione sulla remigrazione con la partecipazione di Luca Marsella, condannato per aver aggredito le forze dell’ordine e noto alle cronache anche per aver paragonato l'antifascismo alla mafia, non è una provocazione qualsiasi. È un affronto a una città medaglia d'oro della Resistenza», attaccano i parlamentari dem Sandro Ruotolo e Marco Sarracino stigmatizzando l’intervento di Sangiuliano e Cantalamessa. «Le mie posizioni sono quelle del governo Meloni quindi non coincidenti con la proposta di legge ma affrontare il tema è doveroso. Se mi invitassero a parlare di ius soli ci andrei lo stesso, per dire che non sono d’accordo, dice il politico di Fdi; «sono stato invitato e ci andrò nel mio ruolo di senatore. Non condivido tout court il progetto ma ci sono tanti punti di vista in comune», replica Cantalamessa.

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