Bacoli, i militari recitano un lido: "Zona militare, divieto di accesso". Il sindaco: «Un'ingiustizia»
Il Mattino

Bacoli, i militari recitano un lido: "Zona militare, divieto di accesso". Il sindaco: «Un'ingiustizia»

Giovedì 23 aprile 2026
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"Zona militare. Divieto di accesso. Sorveglianza armata". È il cartello che, normalmente, campeggia all'esterno di edifici o luoghi sensibili. E che invece, questa volta,...

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"Zona militare. Divieto di accesso. Sorveglianza armata". È il cartello che, normalmente, campeggia all'esterno di edifici o luoghi sensibili. E che invece, questa volta, è stato installato ai limiti di una spiaggia, un lido militare di Bacoli. A darne notizia è lo stesso sindaco bacolese Josi Gerado Della Ragione.

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Nell'ottobre scorso il primo cittadino del comune in provincia di Napoli aveva dichiarato di aver liberato circa 25mila metri quadri di spiaggia di Miseno e Miliscola, occupata proprio dai lidi militari, per restituirla ai cittadini in vista dell'estate 2026.

A pochi mesi da quell'annuncio, ecco spuntare la placca che solitamente si trova sulle caserme.

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«Lo vedete questo? È - scrive Della Ragione su Facebook - il cartello che un lido militare, oggi, ha affisso sulla spiaggia di Miseno. Una reazione contro la nostra volontà di liberare una parte dei 70.000 mq di arenile da loro occupati. Per lasciare più spiaggia libera ai cittadini. “Divieto di accesso”. Si, c’è scritto così. E, se lo fai, c’è l’immagine di un soldato che ti spara. “Sorveglianza armata”».

Della Ragione: «Non è uno scherzo. Non siamo su un fronte di guerra»

«E no, - continua il sindaco - non è uno scherzo. E no, non siamo su un fronte di guerra. Ma ci troviamo semplicemente sul lungomare di Bacoli. Tra i più ambiti e vissuti della provincia di Napoli, della Campania. E no. Non c’è nessuna area di addestramento da difendere. Nessun sito strategico per la difesa della nazione, da proteggere dagli attacchi di eserciti nemici. È solo uno spazio di tutti, uno spazio molto grande, che vogliono riservare a pochi. Punto».

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«Una profonda ingiustizia sociale. - si legge nel post - Sia chiaro a tutti. Noi non abbiamo paura. E difenderemo fino in fondo il sacrosanto diritto alla spiaggia libera. Il diritto della popolazione a farsi il bagno. A difesa di tutti. Perché qualcuno vuole farci credere che i diritti dei parenti di un dipendente delle forze armate, siano più importanti del diritto al mare della moglie di un operaio, della mamma di un disoccupato, del figlio di un muratore».

Il sindaco: «Arenile meraviglioso ma occupato dalle forze militari»

«Ci troviamo - spiega il primo cittadino - su una striscia di arenile meraviglioso ma che, per oltre 70.000 mq, è occupato dalle forze militari. È sottratto alla gente, per più della metà della sua grandezza. Non un granello. Ma addirittura settantamila metri quadrati. Una roba che non esiste in nessuna altra parte d’Italia. Ben cinque stabilimenti balneari militari. Uno dietro l’altro. Io non ci sto. Noi non ci stiamo. E continueremo a lottare in ogni sede istituzionale per affermare il diritto sacrosanto della popolazione ad avere la sua spiaggia».

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«Non mia, non tua, - denuncia il politico - non loro. Ma nostra: di ognuno. Spiaggia libera. Senza cartelli da scenari di guerra, in cui si utilizza l’immagine di un soldato pronto a sparare. Senza dover provare ad incutere paura, usando un uomo in divisa da guerra, con il casco in testa ed il mitra tra le mani. Senza dover usare la “sorveglianza armata”, per “difendere” pochi dipendenti delle forze armate mentre fanno il bagno. È una scena allucinante. Soprattutto in questi tempi. Allucinante. Inaccettabile».

L'annuncio: «Parlerò a breve. Vogliamo che si rispetto un diritto»

«Parlerò a breve - avvisa Della Ragione - Ma voglio che sia chiaro. Non baratteremo mai il desiderio di diritti e di giustizia della gente, con qualche manciata di ombrelloni militari gratuiti. Noi siamo diversi. Non vogliamo l’elemosina. Vogliamo che si rispetti un diritto. Sono fiducioso che si troveranno soluzioni condivise. E, soprattutto, sono ancora più convinto che nessuna istituzione, nessun cittadino, può e potrà tollerare questa immagine. A due passi dal mare, accanto alla battigia».

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«Ma sappiate - finisce il post - che se nelle sedi istituzionali non si dovessero tutelare i cittadini, legittimi proprietari delle spiagge, allora chiederemo a loro di camminare insieme a noi. In pace, mai in guerra. Senza cartelli con soldati armati. No. Noi avanzeremo in pace. Insieme a tutti coloro che amano questo angolo di paradiso. Perché nessuno è contro lo Stato. Perché nessuno si oppone alle istituzioni. Ma non sarebbe tollerabile che lo proprio Stato Italiano sottragga diritti alla cittadinanza. Vi tengo aggiornati. Un passo alla volta».

Già diffidato un lidi militare

Un episodio, questo, che ne segue un altro. Nel gennaio di quest'anno il sindaco di Bacoli aveva diffidato uno dei lidi militari della città perché, come affermato allora dal primo cittadino, non avrebbe pagato le tasse per anni. «C’è un lido militare - aveva spiegato in quell'occasione Della Ragione - qui a Bacoli, che non paga le tasse. È debitore verso la città per 81.000 euro».

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