Inchiesta escort, parlano (per la prima volta) i calciatori. Leao: «Totalmente estraneo». Anche Calafiori nega
Decine di parole chiave, tra cui almeno 60 nomi e cognomi di calciatori, per passare al setaccio i telefonini sequestrati ai quattro arrestati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di...
Decine di parole chiave, tra cui almeno 60 nomi e cognomi di calciatori, per passare al setaccio i telefonini sequestrati ai quattro arrestati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano su un giro di escort per i dopopartita dei giocatori. I giocatori non risultano indagati e alcuni di loro potrebbero essere chiamati a testimoniare. Intanto, però, sui social alcuni calciatori stanno chiedendo di non essere associati all'indagine in quanto «totalmente estranei ai fatti». Tra questi, Rafael Leao e Riccardo Calafiori.
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«Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell'inchiesta. Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato», ha scritto l'attaccante del Milan Rafael Leao sul proprio profilo Instagram. «In questi giorni il mio nome, come quello di altri calciatori, è comparso su siti, social e giornali in riferimento a un'inchiesta della Procura di Milano - scrive Leao - Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell'inchiesta. Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato. Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata». «Prima che calciatori - conclude Leao - siamo persone con una famiglia e una reputazione.
Per questo ho già dato mandato al mio legale di tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continuerà a diffondere notizie false o lesive della mia reputazione».Le parole di Calafiori
Dopo aver appreso che su varie testate giornalistiche il suo nome è stato incluso nell'elenco di coloro che avrebbero fruito di servizi sessuali a pagamento offerti dalla coppia Buttini-Ronchi, Riccardo Calafiori si é rivolto allo studio legale Conte «con non poco sgomento». Lo studio Conte invita a sottolineare «che il nominativo del nostro cliente non compare in nessun atto dell'indagine attualmente in corso sui Signori Buttini-Ronchi e sulle di loro attività, rispetto alla quale deve essere dato opportuno risalto all'unica circostanza obiettiva allo stato nota e cioè che il signor Calafiori è estraneo ad essa in tutto e per tutto». I legali del calciatore dell'Arsenal e della Nazionale notano che «sebbene venga specificato che l'indicazione del Calafiori sia il risultato non di un riscontro documentale bensì di una ricerca per parole chiave condotta sul decreto di perquisizione - si legge nella richiesta di rettifica inviata ai media -, è davvero sconcertante che possa essere stato comunque pubblicato il riferimento nominativo del nostro assistito in spregio di qualsivoglia prudenza, diligenza professionale, nonché di obiettiva aderenza della notizia alla verità». «Alla divulgazione della non-notizia difetta, peraltro, anche l'interesse pubblico - concludono i legali -, visto che l'indagine cui si riferiscono tutti gli editoriali da Voi incautamente diffusi non lambisce in alcun modo la persona del Sig. Calafiori, che ne è assolutamente estraneo», prosegue lo studio Conte.