Italia ripescata ai Mondiali? Zampolli (inviato di Trump): «Sì, al posto dell'Iran». Abodi: «Inopportuno». Ira ambasciata di Teheran a Roma
«L'Italia ai Mondiali al posto dell'Iran». L'idea dell'inviato di Donald Trump alla Fifa, Paolo Zampolli, riaccende le speranze azzurre. Spente...
«L'Italia ai Mondiali al posto dell'Iran». L'idea dell'inviato di Donald Trump alla Fifa, Paolo Zampolli, riaccende le speranze azzurre. Spente subito l'ambasciata dell'Iran a Roma: «Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. L'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche. Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la "bancarotta morale" degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco».
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La posizione dell'Italia
«Un ripescaggio dell'Italia al Mondiale? Non é opportuno, ci si qualifica sul campo». Così anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, come in mattinata aveva fatto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, si dice contrario all'ipotesi di una ripescaggio della nazionale azzurra al posto dell'Iran, lanciata dalle parole di Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Usa Donald Trump. Abodi, a margine della cerimonia al Quirinale per i 70 anni della Corte Costituzionale, si é detto inoltre convinto che una tale operazione da parte della Fifa «non è possibile», oltre che inopportuna.
Perché si parla di ripescaggio
Secondo quanto riferisce il Financial Times, il piano è uno «sforzo per riparare i legami fra Trump e la premier Giorgio Meloni» dopo gli attacchi del presidente al Papa per la guerra in Medio Oriente. «Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l'Iran con l'Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l'inclusione». Ma è davvero possibile? E quali squadre affronterebbe? Facciamo il punto.
Il precedente
C'è un precedente. Ed è quello dei Mondiali che si sono disputati nel 1954 in Svizzera. L’Italia non si era qualificata direttamente, ma fu ammessa al torneo grazie a un invito (all’epoca non esistevano qualificazioni strutturate come oggi). Partecipò quindi come squadra “ripescata”.
Quando decide la FIFA
Mancano 49 giorni all'inizio della Coppa del mondo. Mentre sto scrivendo il countdown scorre sul sito ufficiale della competizione. Il tempo stringe. La prima partita è fissata: 11 giugno 2026. Se l'Italia dovesse essere ripescata al posto dell'Iran, dovrebbe giocare il 16 giugno contro la Nuova Zelanda. Ma se davvero la squadra asiatica dovesse rinunciare al torneo, allora la comunicazione a chi subentrerebbe al suo posto non può che essere prima di giugno. Anche perché è la stessa FIFA, che ha piena discrezionalità in merito, a decidere chi giocherebbe.
L'Iran (per il momento) ha confermato la partecipazione alla Coppa del Mondo. Ma resta un problema: ovvero non vuole giocare le partite negli Stati Uniti. Potrebbe essere questo un ostacolo che apre le porte all'Italia.
Iran a rischio esclusione?
Secondo Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica iraniana, la nazionale si è preparata per i Mondiali selezionando una rosa di 30 giocatori che si alleneranno a Teheran. Poi, a partire dal 6 maggio, la squadra si recherà in Turchia per un ritiro e quattro amichevoli, tra cui una contro la Spagna.
Secondo l'agenzia di stampa studentesca iraniana ISNA, la nazionale iraniana dovrebbe arrivare negli Stati Uniti all'inizio di giugno, ma la sede del ritiro pre-campionato non è ancora stata definita. Il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha dichiarato: "Data la situazione attuale, parteciperemo. La nazionale iraniana prenderà parte ai Mondiali nonostante il conflitto".
Nel frattempo, il ministro dello Sport iraniano Ahmad Doniamale ha dichiarato: "Se la sicurezza dei giocatori della nazionale iraniana sarà garantita negli Stati Uniti, parteciperemo ai Mondiali". Doniamale ha aggiunto: "La decisione finale spetterà al governo e al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale". Doniamale ha spiegato: "La nazionale iraniana potrebbe non partecipare ai Mondiali, ma se lo farà, dovremo essere pienamente preparati. Dobbiamo essere pronti a offrire una prestazione di alto livello. Il nostro dovere professionale è lavorare e prepararci", sottolineando che la nazionale iraniana ha già definito i suoi piani di preparazione per i Mondiali, secondo quanto riportato da Al Jazeera.
Quali squadre affronterebbe
Se ripescata al posto dell'Iran, l'Italia si troverebbe nel gruppo G. Rispetto a Canada, Qatar e Svizzera (che sono le sfidanti della Bosnia dopo l'eliminazione rimediata alla finale degli spareggi) dovrebbe incontrare Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. La prima selezione ha nomi illustri; la seconda, nell'amichevole giocata il 31 marzo contro la Spagna, è riuscita a ottenere un pareggio; mentre la terza dovrebbe essere la compagine più facile.
La "clamorosa" predizione: «L'Italia sarà ripescata»
Nella disfatta azzurra di Zenica un'ombra si protende. «Ci sono voci secondo cui potrebbero far subentrare all'Iran la squadra meglio classificata nel ranking FIFA, ovvero l'Italia». La frase è del vice allenatore dell'Iraq René Meulensteen ed è stata pronunciata lo scorso 10 marzo al podcast ‘White & Jordan' di TalkSPORT (quindi prima della partita fallimentare contro la Bosnia). Perché ha usato un'espressione del genere? Potrebbe averlo fatto per mettere pressioni alla stessa FIFA. L'Iraq si è qualificata alla Coppa del Mondo battendo la Bolivia nella finale del playoff intercontinentale, ma rischiava l'eliminazione. E quindi quelle parole potrebbero essere state utilizzate per evitare che l'eventuale scelta dell'organo ufficiale della competizione ricadesse sugli Azzurri invece che su di una squadra asiatica.
Chi decide
Tutto nelle mani di 37 membri. L'ipotesi (seppur remota, se non quasi fantascientifica) di un ripescaggio dell'Italia ai mondiali passa da una speciale commissione della FIFA. D'altra parte, come nel mito greco, spes ultima dea. Quando tutti gli dei abbandonano la terra per l'Olimpo, è la dea Speranza che resta tra gli uomini a consolarli. E allora, ai milioni di tifosi italiani, non resta che auspicare un improbabile colpo di scena. Ma chi c'è dietro questa decisione?
Andiamo all'articolo 6 del regolamento. Tutte le associazioni membri partecipanti si impegnano a disputare tutte le proprie partite fino all’eliminazione dalla Coppa del Mondo FIFA 26. Prima di tutto, qualsiasi associazione membro partecipante che si ritiri dalla Coppa del Mondo FIFA 26 meno di 30 giorni prima della prima partita della fase finale sarà multata di almeno CHF 500.000 (franchi svizzeri) dal Comitato Disciplinare FIFA (circa 500mila euro). Ma poi viene ciò che ci interessa. È il Consiglio FIFA o il comitato competente che può decidere di sostituire l’associazione membro in questione con un’altra associazione. Ma il Consiglio FIFA da chi è composto?
Chi c'è dietro
L'organo che potrebbe decidere su un'eventuale ripescaggio nel caso in cui l'Iran si ritiri dai Mondiali èil Consiglio FIFA, costituito da 37 membri: un Presidente, eletto dal Congresso FIFA; otto Vicepresidenti e altri 28 membri eletti dalle federazioni affiliate, ciascuno per un mandato di quattro anni. Come indicato sul sito della federazione, per ogni confederazione deve essere eletta almeno una rappresentante donna. Il Presidente e i membri del Consiglio non possono ricoprire la carica per più di tre mandati (consecutivi o meno).
President
Gianni Infantino (Switzerland/Italy)
Senior Vice-President
- Shaikh Salman Bin Ebrahim Al Khalifa (Bahrain) - AFC President
- Vice-Presidents Alejandro Domínguez (Paraguay) - CONMEBOL President
- Vittorio Montagliani (Canada) - Concacaf President
- Aleksander Čeferin (Slovenia) - UEFA President
- Lambert Maltock (Vanuatu) - OFC President
- Patrice Motsepe (South Africa) - CAF President
- Sándor Csányi (Hungary)
- Debbie Hewitt (England)
Members
- Hany Abo Rida (Egypt)
- Kohzo Tashima (Japan)
- Sonia Fulford (Turks and Caicos Islands)
- Maria Sol Muñoz (Ecuador)
- Ramón Jesurún (Colombia)
- Dejan Savićević (Montenegro)
- Mariano Araneta (Philippines)
- Georgios Koumas (Cyprus)
- Johanna Wood (New Zealand)
- Rajesh Patel (Fiji)
- Ignacio Alonso (Uruguay)
- Fouzi Lekjaa (Morocco)
- Răzvan Burleanu (Romania)
- Tan Sri Dato’ Haji Hamidin Bin Haji Mohd Amin (Malaysia)
- Sheikh Hamad Khalifa Al Thani (Qatar)
- Yasser Almisehal (Saudi Arabia)
- Kanya Keomany (Laos)
- Rodolfo Villalobos (Costa Rica)
- Bernd Neuendorf (Germany)
- Ahmed Yahya (Mauritania)
- Souleiman Hassan Waberi (Djibouti)
- Hamidou Djibrilla (Niger)
- Kanizat Ibrahim (Comoros)
- Cindy Cone (USA)
- Randy Harris (Barbados)
- Pascale Van Damme (Belgium)
- Claudio Tapia (Argentina)
L'appello
Andiamo ora a leggere l'articolo 3 delle disposizioni generali. Qui troviamo scritto che "il Consiglio FIFA o il comitato competente nominato dal Consiglio FIFA è responsabile dell’organizzazione della Coppa del Mondo FIFA 26 in conformità con il presente Regolamento, gli Statuti FIFA, il Regolamento di Governance FIFA nonché il Regolamento Media e Marketing FIFA". C'è poi una parte rilevante per quanto riguarda all'eventuale ripescaggio, si trova al secondo comma dell'articolo in questione. "Il Consiglio FIFA o l’Ufficio del Consiglio FIFA può, se necessario, nominare un sottocomitato per trattare questioni impreviste che richiedono una decisione immediata. Qualsiasi decisione adottata dall’Ufficio del Consiglio FIFA o dal sottocomitato entra in vigore immediatamente, ma è soggetta a conferma da parte del Consiglio FIFA". L'eventuale ripescaggio potrebbe rendere necessaria questa decisione. Ma qui c'è un altro punto chiave. Ovvero che "le decisioni adottate dal Consiglio FIFA o dal comitato competente e/o dal suo sottocomitato in relazione alla Coppa del Mondo FIFA 26 possono essere impugnate, ai sensi degli Statuti FIFA". E quindi dovrebbe giudicare il tribunale. Il ricorso di una delle nazionali eventualmente escluse dal ripescaggio è un'ipotesi che non può escludersi visti gli interessi in ballo.
L’ipotesi del “super playoff”
Super playoff. Secondo alcune indiscrezioni rilanciate da fonti internazionali, tra cui The Athletic, la Fifa starebbe valutando un’altra soluzione per decidere quale squadra eventualmente andrebbe al Mondiale al posto dell'Iran. Ovvero quella di un torneo con formula playoff tra le nazionali escluse. La competizione si svolgerebbe negli Stati Uniti prima del Mondiale. Se si dovesse proseguire con questa opzione, le squadre verrebbero selezionate in base al ranking e si giocherebbero l’ultimo posto disponibile nella fase finale. Un'idea che è già stata attuata in altre competizioni come il Mondiale per Club, dove un posto vacante è stato assegnato tramite uno spareggio tra club selezionati.