Sanità, budget di 62 milioni per il personale: la Campania sigla il patto sulle liste d?attesa
Liste di attesa: conto alla rovescia per la pubblicazione, da maggio sul sito di Agenas, dei dati di flusso relativi a prenotazioni e prestazioni ambulatoriali e di ricovero da tutte le regioni....
Liste di attesa: conto alla rovescia per la pubblicazione, da maggio sul sito di Agenas, dei dati di flusso relativi a prenotazioni e prestazioni ambulatoriali e di ricovero da tutte le regioni. È l’approdo finale dell’aggiornamento dei dati realizzato con la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) istituita con la Legge 107 del 29 luglio 2024. In vista della scadenza il primo incontro di Agenas con le Regioni si è tenuto ieri in Campania per definire insieme modelli applicativi per gestire meglio le code agli sportelli. Al Centro direzionale, presso la Direzione Salute, il presidente della Regione Roberto Fico insieme ai dirigenti degli uffici e ai manager di Asl e ospedali ha incontrato il direttore generale di Agenas Angelo Tanese e la dirigente dell’unità di Statistica sanitaria dell’Agenzia Maria Pia Randazzo insieme ad altri tre loro collaboratori armati di slide per illustrare le modalità di trasmissione dei dati che, a regime, saranno aggiornati in tempo reale in tutta Italia. In Campania si è iniziato anche il lavoro di “carotaggio” per capire quali sono i principali nodi da sciogliere per uniformarsi ai tempi massimi e garantire ai cittadini medie compatibili con la gravità della loro situazione clinica. Numeri da rendere trasparenti e consultabili tirando il freno ad agende bloccate, prenotazioni sospese e addomesticate, per questo finite in molte regioni nel mirino del Nas. La parola d’ordine sarà dunque trasparenza sebbene tutto dovrà essere poi contestualizzato rispetto alla densità di popolazione, alle contingenze dei territori, alla attrattività di singole strutture e ai diversi ai volumi di attività e di offerta di prestazioni.
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I medici
Uno dei temi messi a fuoco al tavolo di ieri è stato il cruciale compito dei medici di medicina generale nel classificare correttamente l’urgenza della patologia segnalata in ricetta. L’eccesso di P (prestazioni programmabili e dunque erogabili fino a 6 mesi dopo) è poco spiegabile e servirebbe un cambio di registro orientato alla applicazione del cosiddetto sistema RAO, ossia in base ai Raggruppamenti di attesa omogenea (aggiornati nel 2020 dall'Arenas) che classifica le prestazioni in base a quattro priorità: Urgenti (entro 72 ore), Brevi (entro 10 giorni), Differite (entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami) riservando le Programmabili ai controlli periodici non urgenti. Sotto i riflettori anche le prestazioni serali e nei festivi per recuperare. Sul portale della trasparenza si potranno vedere, in tempo reale, le prenotazioni per ciascuna prestazione in ogni azienda sanitaria e ospedaliera, la percentuale delle visite, degli esami o degli interventi garantiti entro i tempi previsti, così come la distribuzione delle prenotazioni per classi di priorità inserite nella prescrizione medica e la loro distribuzione per classi e giorni di attesa.
Le prescrizioni
L’operazione trasparenza di Agenas contemplerà anche il conteggio e la verifica delle prescrizioni, delle prenotazioni e delle prestazioni effettuate in questi orari. I primi dati indicano che la Campania in questo ambito si colloca a metà classifica con circa 1114 ricette per visite ed esami per mille abitanti contro le 889 del Veneto (la più virtuosa) e le oltre 1500 del Lazio che con Emilia e Puglia fa peggio di tutte. In Campania, in base agli ultimi dati trasmessi all’Agenas, il 30% delle visite gastroenterologiche in classe di urgenza (da erogare entro tre giorni) sono assicurate nel tempo massimo previsto e per superare la soglia del 50% bisogna rivolgersi ai consulti urologici (51%), dermatologici e riabilitativi (52 e 54%) e alle visite pneumologiche e ginecologiche (rispettivamente al 56% e 68% di rispetto medio dei tempi. Per le indagini strumentali il rispetto dei tempi di attesa oscilla invece tra il 59 e il 97%. Per le differibili (da erogare entro 30 o 60 giorni), si arriva al 95%. Le liste di attesa restano dunque un nervo scoperto per la Sanità campana e rappresentano anche il più formidabile degli incentivi alla migrazione sanitaria ma ora che la Regione è uscita dal Piano di rientro l'investimento previsto sul personale (budget di 62 milioni di euro) dovrebbe progressivamente migliorare.
Un aiuto, a fare filtro sul territorio e intercettare i bisogni della popolazione, potranno darlo anche le farmacie sia con i Cup che coinvolgono pubblico e accreditato e soprattutto per le attività di prevenzione. Loredana Raia, presidente della Commissione Sanità ad un tavolo di lavoro sulla Farmacia dei servizi promosso ieri a Napoli da Motoresanità con Federfarma ha assicurato al presidente Mario Flovilla l’intenzione di implementare le previsioni del Decreto Semplificazioni che estende tra l’altro il ventaglio delle vaccinazioni effettuabili in farmacia. Cruciale anche il ruolo dei convenzionati e delle Case di cura accreditate che potranno recuperare circa 50 milioni di euro di prestazioni fuori budget finora non remunerate provocando il blocco a fine anno. Non è un caso che gli accordi per l’alta specialità in particolare per l’oncologia siglati nell’ambito della rete oncologica partita solo 5 anni fa, hanno visto invertire la migrazione sanitaria mentre l’ortopedia, esclusa da tali intese, detiene il record nazionale di migrazione sanitaria e di liste di attesa per alcune prestazioni.