Mondragone, bambini e animali nella casa-discarica
Un cancello qualunque, che apre l'accesso a una piccola villetta con giardino, in una strada qualsiasi e dietro l'odore acre che racconta più delle parole. A Pescopagano, alla...
Un cancello qualunque, che apre l'accesso a una piccola villetta con giardino, in una strada qualsiasi e dietro l'odore acre che racconta più delle parole. A Pescopagano, alla periferia di Mondragone, il pomeriggio scivola via come tanti. Finché la porta dell'abitazione si apre ed ai carabinieri rivela una scena che somiglia a un autentico cortocircuito della realtà: cumuli di rifiuti abbandonati dovunque, escrementi tra le stanze, decine di animali, e tre bambini in tenera età, costretti a vivere nel degrado. Una casa che casa non è più, ma è stata trasformata in una discarica vivente. Una situazione di estremo degrado venuta alla luce durante un mirato servizio di controllo nelle aree sensibili della cosiddetta Terra dei Fuochi eseguito dagli uomini del reparto territoriale di Mondragone dell'Arma con il supporto del Nucleo Carabinieri Cites di Napoli, del personale dell'ufficio tecnico comunale, degli assistenti sociali e degli uomini del Dipartimento di prevenzione e servizio veterinario della locale azienda sanitaria.
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La scoperta ha acceso i riflettori su una vicenda che intreccia degrado ambientale, disagio sociale e tutela dei minori. Dentro quelle mura vive un'intera famiglia: marito, moglie e tre figli in tenera età. Ci sono l\'acqua corrente e i servizi essenziali, ma non bastano a cancellare una condizione igienico-sanitaria definita gravissima dagli operatori e dai carabinieri intervenuti. Le stanze, i cortili e le altre aree esterne sono invase da cumuli di rifiuti di vario genere e dagli escrementi di animali. La presenza di 13 cani, 3 gatti e perfino di un pitone reale aggrava un quadro già al limite.
Il parallelo corre inevitabile con la recente vicenda della cosiddetta "famiglia nel bosco", emersa nelle cronache nazionali: anche lì minori cresciuti ai margini, lontani da standard minimi di vivibilità, immersi in un contesto fuori controllo. Ma se nel caso del bosco il tratto dominante è dato da una precisa scelta di vita e dall'isolamento estremo, quasi una scelta di sottrazione al mondo, qui colpisce l\'opposto, cioè una marginalità che si consuma nell'abitato, nascosta dietro una normalità apparente di una località, Pescopagano, simbolo della speculazione edilizia, di uno sviluppo turistico mancato e diventata negli anni emblema del degrado. Due storie diverse, dunque, ma unite da un filo comune: la fragilità familiare che si traduce in ambienti inadeguati alla crescita dei bambini. Nel bosco mancavano le infrastrutture e servizi, qui invece ci sono acqua e luce. A mancare, in entrambi i casi, è una condizione minima di igiene, sicurezza e dignità.
Non è solo una fotografia di incuria. È il segnale, l'ennesimo, di una crepa profonda nei territori più esposti, dove l'emergenza ambientale diventa spesso la punta dell'iceberg di storie personali complesse. Qui, la linea tra illegalità e bisogno si fa sottile, ma non per questo meno urgente da affrontare. Il provvedimento è stato immediato: sequestro dell'abitazione, affidata in custodia al Comune di Mondragone e messa in sicurezza degli animali, trasferiti in strutture convenzionate sotto la supervisione veterinaria. Il pitone è stato invece preso in carico dal Nucleo Cites per le verifiche di competenza. Una 36enne residente in loco, madre dei tre bambini, è stata denunciata all'autorità giudiziaria in stato di libertà per violazioni in materia ambientale, in particolare per abbandono e gestione illecita di rifiuti. Il cuore della vicenda resta però nei tre minori, di età compresa tra poco più di un anno e dieci anni. I bambini sono stati temporaneamente affidati ai nonni paterni, con un atto firmato dal sindaco Francesco Lavanga e subordinato alle opportune verifiche da parte dei servizi sociali. Una misura ponte, in attesa delle decisioni del Tribunale per i minorenni, chiamato a valutare la situazione e decidere il futuro dei tre minorenni.